La storia del Festival di Sanremo. Prima parte 1951-60

Ripercorriamo la storia del Festival con gli aneddoti di Sergio Teddy Di Tonno tratti dal suo libro “La storia del Festival di Sanremo”

Si avvicina l’appuntamento con il Festival di Sanremo, giunto alla sua 69°edizione, un traguardo impensabile anche per gli ideatori della kermesse. Certo, Sanremo non rappresenta più la canzone italiana come fu fino a pochi decenni fa, ma rimane l’appuntamento musicale più amato e seguito dagli italiani.

In un viaggio a puntate per decenni scopriremo come nacque il Festival e la sua lunga storia.

L’idea iniziale del Festival fu quella di creare una manifestazione che portasse turisti nella stagione invernale morta nella cittadina della Riviera ligure. Il primo Festival non ufficiale risale addirittura al 1932, si chiamò “Festival Napoletano” e venne organizzato al Casinò di Sanremo nell’aprile di quell’anno. Come suggerisce il nome il Festival fu interamente dedicato alla canzone napoletana (da segnalare che nonostante la nascita del Festival di Napoli nel 1952 la canzone ed i cantanti partenopei furono grandi protagonisti a Sanremo). Furono eseguiti classici della canzone napoletana quali “A frangesa”, “Funicolì funicolà”, “Marechiaro”, “Muntevergine”, “O paese d’o sole”, “O sole mio” e molte altre ancora. Di questo Festival rimangono incredibilmente alcuni documenti video visibili qui https://www.youtube.com/watch?v=dgN4Omi1I2U

Dopo alcuni tentativi falliti il primo Festival della Canzone Italiana prese il via ufficialmente il 29 gennaio del 1951 alle ore 22:00. La trasmissione avvenne via radio (la televisione non era ancora ufficialmente partita in Italia), presentatore fu il siciliano Nunzio Filogamo. L’organizzazione di quel Festival oggi ci appare quanto meno particolare: un vero e proprio cafè chantant, in cui i cantanti eseguivano i pezzi tra le persone che cenavano nel salone di gala del Casinò.

I cantanti? Appena tre: la bolognese Nilla Pizzi, il mantovano Achille Togliani e le sorelle torinesi del Duo Fasano. Vinse la prima con una canzone destinata a diventare un evergreen, “Grazie dei fior” https://www.youtube.com/watch?v=IYsH9jgiLHE

Il prezzo della cena e del Festival era di 500 lire, una somma non eccessiva per l’epoca (appena 25 Euro attuali). Del Festival se ne parlò pochissimo, i giornali non dedicarono nemmeno una riga il giorno dopo mentre sul Radio Corriere Tv solamente un piccolo trafiletto.

Il 1952 vede il consolidamento del Festival, con oltre trecento canzoni inviate alla giuria. I cantanti salirono da tre a cinque, ai tre partecipanti della prima edizione si aggiunsero il barese Gino Latilla ed il ferrarese Oscar Carboni. Presentatore fu nuovamente Nunzio Filogamo, che introdusse la seconda edizione del Festival con la frase per cui ancora oggi è ricordato «Cari amici vicini e lontani, buonasera ovunque voi siate».

Il Festival del 1952 segnò un unicum nella storia del Festival, Nilla Pizzi si piazzò infatti al primo, secondo e terzo posto rispettivamente con “Vola colomba una tipica storia d’amore nella tradizione melodica italiana https://www.youtube.com/watch?v=0vj26bTTl-Y, “Papaveri e papere” l’evergreen dell’edizione, una canzone allegra e divertente https://www.youtube.com/watch?v=1a1GYZZt8Vw e “Il valzer di Nonna Speranza”, canzone nostalgica. Proprio la seconda classificata fu una delle prime canzoni italiane a sfondare all’estero con cover incise da Bing Crosby, Eddie Costantine e Ives Montand.

La terza edizione del 1953 iniziò ad acquisire una maggiore professionalità. Le orchestre diventarono due, a quella di Cinico Angelini presente già nelle prime due edizioni se ne aggiunse una seconda di Armando Trovaioli.

Il numero di cantanti salì a dieci, a riprova che il Festival stava iniziando a diventare un appuntamento di rilievo. Dopo un bis di Nilla Pizzi a vincere questa volta è un’altra cantante emiliana, la ferrarese Carla Boni con la melodica “Viale d’autunno” https://www.youtube.com/watch?v=yuALVGQK7fA , la Boni ottenne anche l’applauso più lungo della storia del Festival ben tre minuti e cinque secondi. La Pizzi si dovette “accontentare” del secondo posto con “Campanaro”. Diverse canzoni ottennero un buon successo di pubblico, da “Lasciami cantare una canzone” di Achille Togliani a “Vecchio scarpone” di Gino Latilla fino a “Papà Pacifico” del Quartetto Stars. Presentatore fu ancora una volta Nunzio Filogamo.

Nel 1954 la televisione partì ufficialmente in Italia, ma la RAI non credeva ancora del tutto al Festival, che continuò ad essere trasmesso solamente via radio. Per la quarta edizione consecutiva al timone della kermesse vi è Nunzio Filogamo. I cantanti salgono da dieci a dodici, ormai è gara vera. Fa il suo esordio il primo cantante napoletano, Franco Ricci.

A riprova del successo sempre maggiore del Festival vi fu il pubblico molto numeroso. Fecero il loro esordio i fiori sul palco, destinati a diventare un simbolo del Festival stesso.

A vincere la gara fu Gino Latilla con la malinconica “Tutte le mamme” https://www.youtube.com/watch?v=qAQfRG_wgiA, diventando così il primo cantante a vincere dopo tre successi femminili. La canzone di maggior successo fu però “E la barca tornò sola” di Franco Ricci https://www.youtube.com/watch?v=Ua-aWscwgsQ, tipico brano struggente del decennio. Altri brani da ricordare “Canzone da due soldi” di Achille Togliani, “Aveva un bavero” del Quartetto Cetra e “Cirillino ci” di Carla Boni https://www.youtube.com/watch?v=MLgYirQMPrs, recentemente riportata alla ribalta da un noto sito come uno dei pezzi più assurdi della storia del Festival!

La quinta edizione del 1955 vede finalmente arrivare le telecamere della RAI, anche se limitate alla sola serata finale. A presentare è Nunzio Filogamo per la prima volta con una valletta, Maria Teresa Ruta, zia ed omonima dell’attuale presentatrice.

Il numero di cantanti raggiunge il record di quindici e per la prima volta c’è l’intermezzo di un ospite d’onore, il cantautore Odoardo Spadaro che recitò i testi delle prime tre classificate.

In questa edizione viene definitivamente lanciato un cantante destinato a diventare un ambasciatore della canzone italiana nel mondo: Claudio Villa. Il cantante romano trionfa infatti con “Buongiorno tristezza” https://www.youtube.com/watch?v=NQIcJLfC-H8 uno dei pezzi più cupi nella storia del Festival («Piangono le foglie gialle tutte intorno a me»). Secondo è Tullio Pane, cantante napoletano con “Il torrente”, terzo il genovese Natalino Otto con “Canto nella valle”. Grande successo, oltre che per la canzone vincitrice (che diventò soggetto di uno dei primi “musicarelli” all’italiana) per “Incantatella” https://www.youtube.com/watch?v=LwEMDgtBass diventato il cavallo di battaglia del suo interprete Narciso Parigi (conosciuto soprattutto per essere l’autore dell’inno della Fiorentina Calcio).

Il 1956 è forse l’edizione più interessante del decennio. Le case discografiche si lamentarono del fatto che il Festival stava diventando sempre più dei cantanti a discapito delle canzoni. La RAI decise così di tornare all’antico ed organizzò, senza saperlo, il primo talent show della storia, organizzando un concorso per voci nuove a cui si presentarono in cinquemila (!) da tutta Italia per appena sei posti.

I sei fortunati furono Luciana Gonzales da Genova, Clara Vincenzi da Mantova, sorella del calciatore Guido di Inter e Reggiana, Tonina Torrielli da Serravalle Scrivia, Franca Raimondi da Monopoli Ugo Molinari da Bologna e Gianni Marzocchi anch’egli bolognese.

Cambiò il presentatore, al posto di Nunzio Filogamo vi fu l’attore Fausto Tommei, già interprete di diverse commedie dell’epoca dei “telefoni bianchi”.

Il Festival venne vinto dalla barese Franca Raimondi con una canzone diventata evergreen “Aprite le finestre” https://www.youtube.com/watch?v=BCWxPilk3KE un inno alla primavera in una Sanremo imbiancata da una nevicata passata alla storia. Buon successo di vendite per “Amami se vuoi” di Tonina Torrielli https://www.youtube.com/watch?v=9BAhg5ImIG4 e “La colpa fu” di Ugo Molinari https://www.youtube.com/watch?v=SuX9ssxkyzs.

Sempre nel 1956 nacque a Lugano l’Eurovision Song Festival, l’Italia partecipò con le prime due classificate. A vincere fu la Svizzera con Lys Assia.

La rivoluzione dell’anno precedente non venne compresa però dal pubblico, desideroso di vedere i cantanti famosi. Nel 1957 si tornò così al Festival classico, tornò presentatore Nunzio Filogamo (per l’ultima volta), affiancato da due vallette, le attrici Marisa Allasio e Fiorella Mari, anticipando di quasi trent’anni l’idea di Pippo Baudo.

Ben diciassette i cantanti in gara per diciannove brani, con accoppiamenti in alcuni pezzi.

Vince per la prima volta un cantante partenopeo, Nunzio Gallo, con il pezzo “Corde della mia chitarra” https://www.youtube.com/watch?v=3Ofli5AZpq4, noto per essere uno dei più lunghi di sempre, ben cinque minuti e nove secondi. Al secondo posto Claudio Villa con “Usignolo” https://www.youtube.com/watch?v=JJz44Pp9cQ0, al terzo Tonina Torrielli con “Scusami” https://www.youtube.com/watch?v=rzycuiHiBr8. In questa edizione Gloria Christian e il Duo Fasano portano al successo un pezzo conosciuto ancora oggi “Casetta in Canadà” https://www.youtube.com/watch?v=K10RhZ6Ud-I con il suo testo alquanto surreale.

L’ottava edizione del 1958 confermò l’importanza del Festival di Sanremo nella canzone italiana. A presentare furono l’attore sardo Gianni Agus (indimenticabile nel ruolo del tremendo capoufficio di Paolo Villaggio in diversi sketch) e Fulvia Colombo, annunciatrice nota per essere stata colei che quattro anni prima annunciò la partenza delle trasmissioni ufficiali.

Il Festival vide la vittoria di Domenico Modugno con l’evergreen “Nel blu dipinto di blu”https://www.youtube.com/watch?v=LNOfTnv-3BY , l’interprete pugliese fu il primo cantautore a vincere la kermesse. Al secondo posto un altro pezzo da novanta della canzone italiana e un altra evergreen, Nilla Pizzi con “L’edera” https://www.youtube.com/watch?v=L4zF_cZqRmE. La sfida Modugno-Pizzi andò avanti per mesi, con le due canzoni in cima alle vendite, con rivincita della cantante bolognese a Canzonissima.

Le altre diciotto canzoni? Finite in gran parte nel dimenticatoio, un discreto successo lo ebbe Aurelio Fierro con “Timida serenata” https://www.youtube.com/watch?v=trQueC-a_z8.

Nel 1959 il Festival di Sanremo è ormai, grazie al successo delle ultime due edizioni, un evento internazionale. Cambia il presentatore, con l’esordio di Enzo Tortora, uno dei conduttori più popolari della RAI affiancato da Adriana Serra, ex Miss Italia diventata attrice e presentatrice.

A vincere fu “Piove” https://www.youtube.com/watch?v=EkXXP3Eo9nU eseguita nella doppia interpretazione melodica di Domenico Modugno e in quella moderna di un ventunenne Johnny Dorelli, cantante milanese che venne definitivamente lanciato nel mondo dello spettacolo. Molte le canzoni di successo di pubblico e di vendite da “Io sono il vento” di Arturo Testa https://www.youtube.com/watch?v=jJpRMJiUzjw a Tua” di Jula De Palma https://www.youtube.com/watch?v=CSirpxAjbt4 fino a “Nessuno” portata al successo da Wilma De Angelis https://www.youtube.com/watch?v=AemYK83u9lg, destinata a diventare uno dei classici della canzone italiana.

Fu la prima edizione in cui intervenne la censura, in particolare la canzone vincitrice , con una grande immaginazione da parte dei censori, venne accusata di parlare delle “case chiuse” da poco vietate, mentre Jula De Palma creò scandalo per l’abito esageratamente attillato e l’interpretazione considerata sexy!

Finisce il primo decennio del Festival, l’edizione del 1960 si presenta con grandi aspettative. Cambia l’organizzazione, con la direzione artistica di Ezio Radaelli, che da lì a poco creerà il Cantagiro.

Per la prima volta diventa evidente lo “scontro” tra la canzone melodica tradizionale e i nuovi generi musicali importati dall’estero.

A presentare il Festival del decennale sono l’attore Paolo Ferrari affiancato da una giovanissima Enza Sampò.

A vincere è per la prima volta un personaggio dello spettacolo a tutto tondo: cantante, attore, comico e paroliere ovvero Renato Rascel, rappresentante della romanità per eccellenza. Rascel con “Romantica” https://www.youtube.com/watch?v=v09rRFppOzk vince, un po’ a sorpresa il Festival ma la canzone diventò un grande successo. Altri pezzi significativi furono “Il mare” di Sergio Bruni https://www.youtube.com/watch?v=um0We0vSx-w, campione di vendite soprattutto grazie al pubblico del Mezzogiorno e in particolare “Quando vien la sera” di Wilma De Angelis https://www.youtube.com/watch?v=kKe41OtQqbw. Buoni riscontri anche per i veterani Domenico Modugno con “Libero” e Nilla Pizzi con “Colpevole”.

Finisce così il primo decennio del Festival, si aprono così gli anni Sessanta, quelli di maggior successo della kermesse e gli anni di grande trasformazione nella musica italiana ma non solo.

Pubblicato da limontenews

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