La storia dell’indimenticato Renato Martini nel libro di Ennio Gattorna

Sabato 2 marzo alle ore 10:30 presso il Museo dei Campionissimi di Novi Ligure l’associazione La Torre di Carta e il Comune di Novi Ligure organizzano la presentazione del libro “Renato Martini – un uomo, un atleta” di Ennio Gattorna edito da Epokè edizioni dedicato all’indimenticabile atleta tortonese di nascita ma novese d’adozione purtroppo scomparso prematuramente nel 2016.

La presentazione avverrà alla presenza del Sindaco di Novi Ligure, Rocchino Muliere, dell’assessore allo sport, Stefano Gabriele, del presidente dell’Atletica Novese, Stefano Berrino e dell’atleta olimpionica Maddalena Grassano. Modererà il giornalista Maurizio Iappini. La cittadinanza è invitata.

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A Varazze la seconda edizione del torneo di FIFA 19

Tutto pronto a Corte di Mare di Varazze per la seconda edizione del Torneo FIFA 19 “Compra e Vendi da Fabio CUP”, che si disputerà domani partire dalle ore 10:30.

Il torneo prevede eliminazione diretta 1vs1, andata e ritorno, con possibili ripescaggi in base agli iscritti finali.

Per iscriversi basta recarsi presso il punto vendita “Compra e vendi da Fabio” a Varazze in Via Montegrappa 43B (Centro Commerciale Corte di Mare). Il costo dell’iscrizione è di 10 Euro a persona.

Al vincitore sarà conferito un premio del valore di 100 Euro più coppa con targhetta al 1° classificato, pagato fino al 4° posto. A tutti i partecipanti verrà offerto un rinfresco.

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Magazine libri – “Un piede in due scarpe” di Bruno Morchio

Bruno Morchio, il giallista definito il “Camilleri genovese” abbandona questa volta, lo storico personaggio dell’investigatore Bacci Pagano nel romanzo “Un piede in due scarpe” pubblicato dalla collana Nero di Rizzoli.

Il romanzo è ambientato in un momento storico cruciale sia per l’Italia che, soprattutto, per la città di Genova: il 1992. Quell’anno fu forse il più importante dal secondo dopoguerra ad oggi, a causa della serie di eventi che accaddero nel giro di pochi mesi: la vera e propria dichiarazione di guerra di Cosa Nostra allo stato, con l’uccisione prima del politico locale Salvo Lima, già sindaco di Palermo, a pochi giorni dalle elezioni, seguita dalle stragi di Capaci e Via d’Amelio in cui perirono i magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Un nuovo evento cruciale per la storia italiana era alle porte, sempre in quei mesi venne alla luce  “Tangentopoli, l’enorme giro di corruzione che coinvolgeva tutti i partiti della Prima Repubblica e che portò al crollo di essa nel giro di poco tempo.

Ma a discapito della difficile situazione nazionale il 1992 per Genova fu invece un anno decisamente positivo. La città ospitò infatti l’Esposizione Universale (il c.d. Expo) che ebbe la particolarità di essere realizzato insieme a Siviglia e focalizzato sul 500° anniversario della Scoperta delle Americhe.

Nel febbraio del 1992, proprio a pochissime settimane dall’inaugurazione ufficiale dell’Expo, si svolgono i fatti del romanzo di Bruno Morchio. Protagonista è lo psicologo Paolo Luzi, un vero e proprio alter-ego dell’autore (che prima di dedicarsi alla scrittura svolgeva la professione di psicologo).

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Luzi è un uomo molto sensibile ed empatico, infatti ogni volta che percepisce un problema grave nel suo interlocutore viene colpito da uno strano dolore ad un lato del corpo. Un giorno di febbraio, caratterizzato da freddo e pioggia battente, riceve nella cassetta della posta un bizzarro messaggio, realizzato con parole delle pagine di un libro. Poco dopo riceverà la visita di una ragazza, tale Teresa Gorrini. che dirà di essersi recata da lui per… evitare di commettere un omicidio! Lì per lì Luzi pensò di trovarsi di fronte all’ennesima persona bizzarra con qualche rotella fuori posto, interlocutore comune per la professione di psicologo, ma, il giorno dopo la persona indicata da Teresa verrà uccisa sul serio.

Tutti i sospetti ricadranno ovviamente sulla ragazza, ma Luzi non si fida e chiede aiuto ad un suo amico, il commissario di polizia Diego Ingravallo, lucano trasferitosi a Genova, dal carattere quasi opposto a quello di Luzi. Nella scelta del nome del commissario, Morchio omaggia evidentemente Carlo Emilio Gadda con “Quel pasticciaccio brutto di Via Merulana”, in cui il protagonista è il commissario Francesco Ingarvallo.

Si aprirà quindi una lunga indagine che vedrà protagonisti Luzi e Ingravallo, ma soprattutto la città di Genova, alla vigilia dell’Expo colombiano che darà un notevole impulso economico e turistico, con una storia che si dipanerà dai quartieri alti fino ai bassifondi, tra paure e ossessioni dei due protagonisti.

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A partire dal 1° marzo sarà abolito il ticket sui farmaci in Piemonte

Dalla Regione Piemonte un’interessante notizia che riguarderà numerosi residenti .A partire dal 1° marzo diventerà effettiva la sospensione del pagamento del ticket sui farmaci nelle farmacie piemontesi.

La Giunta Regionale ha decretato l’abolizione della quota fissa di compartecipazione farmaceutica in vigore dal 2002.

«Il Piemonte diventa una delle prime regioni italiane ad aver completamente abolito il ticket sui farmaci – commentano il presidente della Regione Sergio Chiamparino e l’assessore regionale alla Sanità Antonio Saitta – cancelliamo una tassa sulla salute: un vantaggio per i cittadini che non devono più sostenere un costo, ma anche una riduzione della burocrazia per gli stessi cittadini e per la pubblica amministrazione».
«Il ticket sui farmaci era stato pensato con l’obiettivo di controllare e calmierare la spesa farmaceutica – spiega Saitta – I dati degli ultimi anni ci dicono invece che non esiste alcuna correlazione fra le due cose: la spesa nelle singole regioni è variata in modo indipendente dall’applicazione dei ticket. Nei fatti era diventata soltanto una tassa».

Alcune misure di esenzione in base al reddito e alle patologie erano già state introdotte (oltre all’eliminazione del ticket per i farmaci non coperti da brevetto). La misura di abolizione esenta circa 1,1 milione di piemontesi dal pagamento di una quota di 1-2 euro sul costo di ogni confezione di medicinale.


Un’operazione possibile, conclude Saitta, «grazie ai risparmi consistenti ottenuti in questi 5 anni sulla farmaceutica, anche attraverso l’apertura al mercato delle gare di acquisto e l’introduzione della concorrenza, che ci hanno permesso di reinvestire risorse nel sistema sanitario regionale e nella cura dei pazienti».

Farmaci

Com’è fatto il vino rosso?

Il processo di vinificazione del vino rosso è più complesso di quello di un vino bianco. Ecco come solitamente si ottiene un ottimo calice di vino rosso.

Fase 1: Raccolta

Il primo step del ciclo produttivo di un vino rosso è la raccolta delle uve, o “vendemmia”, manuale oppure attraverso l’uso di macchine apposite, avendo cura di non raccogliere uva bagnata (da pioggia, rugiada o nebbia), evitando le ore più calde della giornata, per impedire l’inizio di fermentazioni indesiderate.

Fase 2: Diraspatura e pigiatura

Una volta arrivate in cantina, le uve vengono diraspate e pigiate. Un tempo i vignaioli schiacciavano i grappoli d’uva in capienti mastelli a piedi nudi; oggi, attraverso macchine “diraspa-pigiatrici’’, vengono eliminati i raspi senza schiacciarli, allo scopo di evitare la spremitura del succo vegetale e di ottenere, così un vino meno tannico. Tramite la conseguente pigiatura, l’uva ammostata è purificata dalle impurità, pronta per la fermentazione.

Fase 3: Fermentazione alcolica e macerazione

L’uva ammostata è trasferita in contenitori d’acciaio o in tini di legno in cui si avvia il processo fermentativo. La fermentazione alcolica inizia quando i lieviti presenti sulle bucce e sui raspi e gli eventuali lieviti aggiunti al mosto trasformano gli zuccheri prima in anidride carbonica e successivamente in alcol. Visivamente, sembra quasi che il mosto “gorgogli”, in quanto le bucce iniziano a galleggiare letteralmente sulla superficie e, onde evitare muffe o insanità nel vino, si eseguono periodiche “follature”, ovvero operazioni che permettono di affondare nel mosto il “cappello” delle vinacce che viene in superficie, favorendo l’ossigenazione e l’attivazione dei lieviti. Solitamente, il tempo di macerazione per un vino rosso è di 15-25 giorni a temperature più alte rispetto a quelle di un bianco, ma la durata dipende principalmente dal tipo di vino che si vuole ottenere, dalle uve in uso e dall’annata.
È in questa fase che
il vino prende colore grazie alla pigmentazione delle bucce, che piano piano rilasciano colore e profumo per via della prolungata macerazione nel mosto, determinando così le qualità aromatiche e gustative del vino. Non è un caso se spesso si sente dire: “gli aromi primari sono nell’uva e vengono estratti in fermentazione”.

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Fase 4: Svinatura

Prima di potere assaggiare il risultato della fermentazione, è necessario effettuare l’operazione di “svinatura”. La svinatura in sostanza è il primo travaso che separa il vino dalle parti solide depositate durante la fermentazione. Queste parti solide, composte dai residui dei lieviti e dalle sostanze solide presenti nel mosto, vanno separate dopo la fermentazione così da evitare la loro degradazione con il conseguente rischio di danneggiare la stabilità e la sanità del vino. Tale operazione è tipica della vinificazione di un vino rosso, in quanto la macerazione è effettuata sulle bucce, diversamente dal vino bianco.

Fase 5: Fermentazione malolattica

La fermentazione malolattica interviene dopo la fermentazione alcolica. Quando tutti gli zuccheri sono stati consumati dai lieviti, l’acido malico (più aspro) si trasforma in acido lattico (più morbido e piacevole). Questa seconda fermentazione disacidifica naturalmente il vino e può essere condotta in acciaio oppure direttamente in botte. In sostanza, un vino prima di questa fermentazione, all’assaggio avrà un’acidità dura e poco piacevole dovuta appunto all’acido malico presente nel vino. L’acido lattico, invece, rende il vino più piacevole e persistente, più ricco di corpo e di profumi più fini. Quest’operazione si porta avanti solitamente sui vini rossi, in quanto potrebbe togliere acidità e freschezza, invece, ai bianchi, caratteristiche principali peculiarità in essi ricercate. Quando la fermentazione malolattica è avvenuta, inizia per il vino la stabilizzazione e l’eventuale invecchiamento.

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Fase 6: Invecchiamento

I vini rossi invecchiano dai 4 mesi ai 4-5 anni prima di essere imbottigliati. A seconda del tipo di vino che si vuole ottenere, si scelgono metodi distinti: per vini rossi freschi e di pronto consumo, ci si limita ad alla maturazione in acciaio, mentre per ottenere rossi più evoluti e complessi, si opta per il legno. L’invecchiamento in legno, detto anche “elevazione”, si svolge in botti o barriques ed il vino acquisisce ancor più complessità grazie agli aromi ceduti dal legno stesso, segni distintivi tanto più intensi quanto più giovane è la botte. Il legno è un contenitore attivo, rende il colore più stabile, la colorazione rossa diventa meno intensa e più tendente al granato; nel profumo prende forma un bouquet più intenso, fine e complesso, il sapore si fa meno spigoloso, per cui tannini e acidità si levigano maggiormente, ottenendo un vino rosso più equilibrato e morbido.
I tempi di elevazione variano da vino a vino: i rossi più strutturati e corposi come il
Barolo o il Brunello, richiedono più tempo rispetto a rossi meno strutturati. L’invecchiamento minimo dei vini DOC e DOCG è fissato dal Disciplinare, così come se da eseguire in botte o meno. Alla fine dell’invecchiamento, si passa all’ultima fase, quella che avviene in bottiglia, nella quale il vino completa l’affinamento e si arricchisce ulteriormente di aromi.

Fase 7: Chiarificazione-filtrazione, imbottigliamento e affinamento

Prima dell’affinamento, spesso viene eseguita un’ulteriore “chiarificazione”, questa volta indotta, per eliminare gli ultimi ed infinitesimali residui ancora presenti, al fine di ottenere un vino ancora più limpido e stabilizzato con additivi per lo più naturali, come l’albumina o la caseina. Dopo la chiarifica, il vino è ulteriormente filtrato e imbottigliato per un ulteriore affinamento in bottiglia. La giusta conservazione delle bottiglie, prevede che il vino da conservare a lungo, sia conservato in bottiglie poste in posizione orizzontale (bagnando il tappo specie se in sughero, per mantenere elasticità), mentre le bottiglie da pronta beva sono mantenute verticali. Negli ultimi tempi, sono stati rilanciati sul mercato anche vini senza filtrazioni (sia rossi che bianchi), ovvero i cosiddetti “vini torbidi”, “col fondo”, “non filtrati”. Tali vini vanno necessariamente decantati prima di essere consumati.

Fisco e lavoro: Confagricoltura ha presentato le novità del settore agricolo

Ieri pomeriggio nella elegante sede di Palazzo Monferrato ad Alessandria si è tenuto il convegno “Finanziaria 2019: novità fiscali e in materia di lavoro per il settore”, organizzato da Confagricoltura Alessandria per informare gli associati e quanti intervenuti sulle novità introdotte in ambito agricolo dalla nuova Legge di Bilancio.

Dopo l’introduzione del presidente di Confagricoltura Alessandria nonché componente di Giunta nazionale Luca Brondelli di Brondello, si è entrati nel vivo dell’evento con gli interventi tecnici.

Nicola Caputo, responsabile nazionale del servizio fiscale di Confagricoltura, ha parlato diffusamente dei principali interventi fiscali del provvedimento: “Ci sono nuove norme non di portata generale come qualche anno fa, ma più specifiche. Nell’ambito della raccolta dei tartufi e di altri prodotti selvatici quali i funghi e la frutta a guscio si introduce una norma che prevede un’imposta sostitutiva di 100 euro. La norma si applica alle persone fisiche che effettuano la raccolta occasionale, autorizzate dagli enti competenti, che hanno percepito compensi da tale attività non superiori a 7mila euro”.

Un’altra norma contenuta nel documento offre la possibilità di vendere prodotti al dettaglio acquistati da altre aziende agricole – ha proseguito Caputo – Era già previsto in precedenza, ma adesso si ha la possibilità di acquistare anche prodotti non appartenenti al proprio comparto economico. Una novità di rilievo riguarda l’equiparazione dei familiari coadiuvanti al titolare dell’impresa agricola coltivatrice. Questa disposizione conferma definitivamente l’applicazione delle agevolazioni in materia di IMU e di acquisto dei terreni. Confagricoltura saluta favorevolmente queste norme, salvo il fatto che avrebbero potuto essere meglio armonizzate in un impianto normativo più organico”.

Gian Paolo Tosoni, esperto tributarista e pubblicista de “Il Sole 24 Ore”, ha dichiarato: La fatturazione elettronica rappresenta una vera rivoluzione. Essa crea un nuovo rapporto con l’informatica, che prima non esisteva. Occorre pertanto essere rigorosi nel rispetto delle scadenze in quanto l’invio allo SDI monitora l’eventuale trasmissione tardiva”.

Cambiando argomento, Tosoni ha commentato: “La Flat Tax per l’esercizio di lavoro autonomo e impresa per i soggetti che non hanno percepito compensi superiori a 65.000 euro nell’anno precedente, a mio avviso, è una misura agevolativa in quanto pagano il 15% di ciò che incassano in modo forfettario. Tali soggetti sono anche esentati dall’obbligo della fatturazione elettronica”.

Roberto Caponi, responsabile nazionale del servizio sindacale di Confagricoltura, si è espresso sui principali temi lavoristici di attualità: “Le nuove disposizioni in materia di voucher non hanno finora portato i risultati sperati. La struttura rimane complessa e i dati di utilizzo, che nel 2016 riportavano 2 milioni e 200 mila voucher venduti in agricoltura, sono scesi nel 2018 a 100 mila unità”.

Caponi ha concluso: “Continuano a nascere misure che non sembrano favorire i datori di lavoro, come ad esempio il divieto di pagamento in contanti delle retribuzioni. Inoltre, i temi fondamentali come l’aumento dei posti di lavoro e lo snellimento delle procedure burocratiche rimangono irrisolti. La difficoltà a reperire manodopera potrebbe essere aggravata dai riflessi dell’introduzione del reddito di cittadinanza e dalla mancata emanazione del Decreto flussi. Riteniamo di valutare positivamente la proroga dell’UNIEMENS agricola spostata ancora di un anno al fine di testare lo strumento innovativo e la semplificazione della denuncia aziendale che prevede l’obbligo da parte dell’INPS di acquisire informazioni dal fascicolo del produttore”.

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Slow Food chiede un’azione immediata a tutela della biodiversità alimentare

Il modello attuale di agricoltura, industriale ed estensivo, alla base dei nostri sistemi alimentari è al collasso, con gravi ripercussioni anche per la nostra salute. È questa la conclusione del rapporto “Stato della biodiversità mondiale per l’alimentazione e l’agricoltura” che la FAO ha pubblicato oggi illustrando prove preoccupanti rispetto al danno irreversibile e catastrofico sulla biodiversità del nostro pianeta, in particolare quella legata al cibo. Il rapporto denuncia, tra le altre cose, la riduzione nella diversità delle coltivazioni e delle razze da cui dipende la nostra alimentazione, la distruzione di habitat e terre destinate alle coltivazione e la gestione insostenibile delle risorse naturali.

«Sono anni che Slow Food denuncia questi pericoli e ogni tanto abbiamo avuto la sensazione di predicare nel vuoto. Oggi la situazione sta cambiando, ci pare che la gente sia più sensibile, ma forse non ci si rende conto della gravità del problema: un conto è una perdita, un conto è un collasso catastrofico. Dobbiamo sperare di essere ancora in tempo evitare questa estinzione di massa ma abbiamo bisogno dell’impegno di tutti, non solo della Fao e di Slow Food, ma di tutta la gente di buona volontà» commenta Piero Sardo presidente della Fondazione Slow Food per la Biodiversità.

Il rapporto presenta una ricerca approfondita ed è il primo nel suo genere, ma il soggetto trattato è il cuore della missione di Slow Food. Dal 1996 l’associazione internazionale si batte per la salvaguardia del nostro pianeta: con l’Arca del Gusto, un catalogo di cibi a rischio di estinzione che ha da poco raggiunto il traguardo del 5.000esimo prodotto censito; con i Presìdi Slow Food che promuovono e tutelano agricoltori e produttori che lavorano in armonia con l’ambiente e che promuovono tecniche favorevoli alla biodiversità locale; con numerose campagne che denunciano l’insostenibilità dell’attuale modello di produzione. Slow Food lavora insieme alla Fao da molto tempo per definire e sviluppare un modello migliore per i consumatori, per i produttori e per il pianeta. Inoltre, il presidente di Slow Food Carlo Petrini è da diversi anni ambasciatore speciale della Fao in Europa per Fame Zero, ulteriore prova di affinità tra le due organizzazioni.

Non resta più molto tempo. Abbiamo 10 anni per invertire lo stato attuale delle cose o si rischia un collasso totale e irreversibile. E questo cambio di rotta si può innescare rinforzando le conoscenze e le tecnologie moderne con i saperi tradizionali, ridefinendo il nostro approccio all’agricoltura e alla produzione di cibo, ponendo la tutela della biodiversità e l’ecologia al centro delle agende politiche. A ogni livello, dalle piccole produzioni fino ai governi, è necessario adottare regolamenti – come ad esempio le politiche agricole comunitarie in Europa – che proteggano la biodiversità alimentare e agricola.

Non dobbiamo perdere le speranze che lo stato attuale possa cambiare. Il successo dei progetti di Slow Food ne è la prova. Dobbiamo agire insieme, e dobbiamo agire subito, per salvare il nostro cibo, per salvare il nostro pianeta, per salvarci.

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Magazine cucina – spaghetti alla carbonara di pesce

Gli spaghetti alla carbonara vi hanno stancato? Provate a sostituire il guanciale con il pesce e avrete una ricetta tutta nuova e ricercata

INGREDIENTI PER 4 PERSONE

400 g di spaghetti

200 g di salmone spinato e privato della pelle

200 g di pesce spada privato della pelle

1 uovo intero e 2 tuorli

50 g di Grana grattugiato

olio

1 spicchio d’aglio

un rametto di timo e qualche fogliolina di maggiorana

noce moscata

sale, pepe

PREPARAZIONE

Portate a bollore l’acqua per cuocere la pasta, nel frattempo preparate entrambi i filetti di pesce tagliandoli a cubetti piuttosto piccoli dopo averli privati della pelle e di eventuali spine.

Versate in una padella capiente qualche cucchiaiata d’olio e uno spicchio d’aglio vestito e schiacciato. Quando l’aglio sarà appena dorato, versate i cubetti di pesce e spolverate con qualche fogliolina di timo e di maggiorana sminuzzate. Fateli rosolare girandoli delicatamente, una volta pronti spegnete il fuoco e lasciateli in caldo nella padella.

In una ciotola rompete l’uovo intero, unite i tuorli e battete bene con una forchetta. Aggiungete una spolverata di noce moscata se vi piace, sale e pepe nella quantità che preferite, infine unite il Grana grattugiato.

Nel frattempo avrete fatto cuocere gli spaghetti al dente: scolateli e versateli nella padella con i cubetti di pesce dopo aver riacceso il fuoco. Versate il condimento di uova e Grana, lasciate gli spaghetti sul fuoco per qualche minuto mescolando continuamente fino a che non ci sarà formata una salsa cremosa aggiungendo, se necessario, qualche cucchiaiata dell’acqua di cottura della pasta.
Servite gli spaghetti ben caldi!

INFORMAZIONI AGGIUNTIVE


Tipo portata: primi
Esecuzione: Facile
Preparazione: 30 min.
Cottura: 15 min.

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Patrizia Traverso ha presentato ad Arenzano i suoi libri fotografici

La fotonarratrice Patrizia Traverso ha presentato martedì pomeriggio nella sala conferenze di Villa Mina ad Arenzano, davanti ad un pubblico numeroso e attento, i suoi volumi fotografici “Genova è mia moglie” e “Andar per statue”.

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Il primo libro, edito da Rizzoli, è interamente dedicato alle canzoni di Fabrizio De Andrè. L’autrice, partendo dalle frasi più significative delle canzoni ha cercato di immortalare gli scatti che maggiormente richiamavano i versi. Tra essi i palazzi alti dei vicoli del centro storico, le case di Boccadasse, le mulattiere che dal mare salgono verso i monti e molti altri scatti ancora. “Genova è mia moglie” ha ricevuto numerosi elogi dalla critica, in quanto, in un periodo che ha visto un’incredibile riscoperta della figura di Fabrizio De Andrè questo libro è completamente diverso dagli altri perché racconta le canzoni secondo l’immaginazione fotografica dell’autrice.

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Andar per statue” è invece un viaggio tra la Liguria e il Basso Piemonte alla scoperta delle statue più significative e particolari che si trovano nei paesi. Dal “Corsaro nero” di Ventimiglia, alla statua a Mike Bongiorno di Sanremo (con il simpatico aneddoto di una signora anziana che si fece il segno della croce davanti ad essa!), alla fionda di Albenga, al bambino che legge di Andora, la sirena di Albissola Marina, il giovane pescatore della Baia del Silenzio di Sestri Levante, il monumento ai ciclisti al Passo della Bocchetta e molte altre ancora.

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Al via oggi a Foggia i Campionati Europei Cadetti di scherma con dieci atleti piemontesi

FOGGIA 2019 – Prendono il via il 22 febbraio, a Foggia, i Campionati Europei Cadetti e Giovani di scherma 2019. Tra gli atleti azzurri convocati per la rassegna ci sono anche 10 piemontesi, 9 titolari e una riserva.

La prima a salire in pedana, nella giornata d’apertura, sarà Federica Guzzi Susini del Club Scherma Torino, impegnata nella gara di sciabola Cadette individuale. Per lei la prova a squadre è prevista tre giorni più tardi, il 25 febbraio.

Il 23 sarà invece il turno di tre spadiste Cadette: Gaia Caforio (Marchesa Torino), Marzia Cena (Pro Vercelli) e Carolla Maccagno (Isef Torino). Anche per loro gara a squadre il 25. In quest’arma è stata scelta come riserva a casa Chiara De Piccoli (Marchesa Torino).

Altri due piemontesi saranno impegnati nelle gare di spada maschile Cadetti. Si tratta di Simone Mencarelli ed Enrico Piatti, entrambi atleti dell’Isef Torino. La loro gara individuale è in programma il 24 febbraio, quella a squadre il 26.

Nella spada femminile Giovani (individuale il 28 febbraio, a squadre il 2 marzo) saranno della competizione Alessandra Bozza (tesserata per l’Aeronautica ma di base all’Isef Torino) e Federica Isola (aviera anche lei, si allena da sempre alla Pro Vercelli). Nella spada maschile Giovani toccherà invece a Daniel De Mola (Marchesa Torino), con l’individuale fissata l’1 marzo e la prova a squadre il 3.

Venerdi 22 febbraio
Sciabola femminile | Cadetti (Guzzi Susini)
Sabato 23 febbraio
Spada femminile | Cadetti (Caforio, Cena, Maccagno, De Piccoli ris.)
Domenica 24 febbraio
Spada maschile | Cadetti (Mencarelli, Piatti)
Lunedi 25 febbraio
Spada femminile – squadre | Cadetti (Caforio, Cena, Maccagno, De Piccoli ris.)
Sciabola femminile – squadre | Cadetti (Guzzi Susini)
Martedi 26 febbraio
Spada maschile – squadre | Cadetti (Mencarelli, Piatti)

Giovedi 28 febbraio
Spada femminile | Giovani (Bozza, Isola)

Sabato 2 marzo
Spada femminile – squadre | Giovani (Bozza, Isola)
Venerdi 1 marzo
Spada maschile | Giovani (De Mola)

Domenica 3 marzo
Spada maschile – squadre | Giovani (De Mola)

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