Edoardo Chiesa ed Elvira Todeschi per la Giornata della Donna a Varazze

Il Comune di Varazze ha aderito alla Giornata Internazionale della Donna e, venerdì 8 marzo organizza, presso la libreria “Tra le Righe” (via Colombo 11) un incontro tematico dal titolo “Parole e note, dai voce alle sue parole”.

L’evento è organizzato e patrocinato dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Varazze.

Parteciperanno il musicista Edoardo Chiesa, che proporrà alcune canzoni scelte dal suo repretorio musicale ed Elvira Todeschi, che curerà la lettura di brani e poesie inerenti il tema della giornata. L’evento è ad ingresso libero.

«Dai voce alle parole scritte da donne: porta i versi di scrittrici o poetesse che apprezzi e condividili con noi leggendoli.» questo lo slogan dell’evento.

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Si conclude domenica a Tortona la mostra dedicata ai Boxilio

Nel Museo Diocesano di Tortona, questa domenica, ultimo giorno della mostra dedicata ai Boxilio, sarà possibile iscriversi alla visita guidata del museo.

In occasione della mostra temporanea “I Boxilio una famiglia di pittori tortonesi tra ‘400 e ‘500” l’Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Tortona, grazie alla disponibilità dei parroci ed alla collaborazione con le associazioni di volontariato diocesano, impegnate nella valorizzazione dei beni culturali ecclesiastici, propone un itinerario sul territorio alla scoperta dei luoghi del sacro.

La bottega dei Boxilio, a conduzione famigliare, fu attiva tra la seconda metà del XV secolo e gli inizi del secolo successivo, vide operare i fratelli Manfredino e Beltramo ed i loro figli Franceschino e Giovanni Quirico.

La mostra allestita a Tortona permetterà il confronto da vicino di tre polittici particolarmente significativi ed esemplificativi dell’attività di questa famiglia di pittori, ancora legati al gusto gotico e a una cultura tardo medievale, ma che cominciano ad aprirsi alle novità rinascimentali.

L’esposizione mira alla valorizzazione delle opere dei Boxilio, partendo dal Museo per allargarsi all’intero territorio della Diocesi di Tortona, offrendo un itinerario che coinvolge i diversi edifici ecclesiastici nei quali furono attivi i Boxilio : la Pieve di Santa Maria di Novi Ligure, l’abbazia di Santa Maria di Rivalta Scrivia, la Pieve di San Pietro a Volpedo, la chiesa di Santa Maria a

Per tutte le informazioni in merito si può contattare l’Ufficio Beni Culturali dal lunedì al venerdì mattina allo 0131.816609 oppure via mail scrivendo a beniculturali@diocesitortona.it.

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I dieci anni del consorzio della Barbera d’Asti e dei vini del Monferrato: una crescita senza fine

Il Consorzio della Barbera d’Asti e vini del Monferrato ha festeggiato i primi dieci anni di vita.

L’evento è stato celebrato al castello di Costigliole d’Asti che ospita la sede del Consorzio di tutela, guidato da Filippo Mobrici. A parlarne Giorgio Ferrero, assessore regionale all’Agricoltura, Giovanni Borriero, sindaco di Costigliole d’Asti, Mario Sacco, presidente di Confcooperative e Paolo Cerruti, della Direzione generale Cassa di Risparmio di Bra.

Al convegno, moderato dal giornalista de «La Stampa» Maurizio Tropeano, sono intervenuti: Nicola Lucifero,  docente di Diritto agrario e Diritto agroalimentare dell’Università di Firenze, Michele Antonio Fino, professore associato di Fondamenti del diritto europeo e direttore del Master in wine culture communication and management all’università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, Mario Fregoni, presidente onorario dell’OIV, Vincenzo Gerbi, professore ordinario di Enologia all’università di Torino e Giorgio Calabrese, presidente del Comitato nazionale Sicurezza Alimentare.

Un “parterre du roi” in omaggio al vino che da oltre un secolo rappresenta il Piemonte enologico e che nell’ultimo decennio ha fatto registrare un incremento costante, arrivando a toccare quota 21 milioni di bottiglie per un valore del comparto di oltre cento milioni di euro. Di queste oltre la metà è stata esportata nel mondo; i mercati più gettonati Nord Europa, Nord America e Canada.

«Il vero, grande valore aggiunto della Barbera d’Asti resta l’elevatissima qualità della produzione, frutto di una selezione sempre più attenta a partire dal vigneto», ha sottolineato il presidente Filippo Mobrici, ricordando anche come in questo periodo il Consorzio abbia visto lievitare il numero dei soci: dai 175 del 2014 agli attuali 338. Ma quello che i numeri dicono solo in parte è il valore di un comparto, 11 mila gli ettari tutelati dal Consorzio della Barbera, che si riflette anche sulla promozione del territorio. «Non a caso – continua Mobrici – ci sono sempre più grandi firme dell’enologia di qualità, albesi in primis, che vogliono investire sui nostri terreni. E il prezzo di acquisto delle terre da vino, nell’Astigiano, è cresciuto esponenzialmente in questi ultimi tempi arrivando a toccare quota 100 mila euro per un ettaro di Barbera d’Asti»

Un vino, come hanno fatto notare gli esperti presenti, che grazie allo straordinario impegno del Consorzio è ormai diventato l’ambasciatore del Piemonte e dell’Astigiano nei vari continenti. Grazie anche ai tour di degustazioni e master class svolti, che hanno permesso di raggiungere i mercati di tutto il mondo, da Zurigo a Bruxelles, da Amsterdam a Londra, da New York a San Francisco, fino alla Cina e all’Estremo Oriente.

«Oggi possiamo affermare che la Barbera d’Asti può collocarsi nella fascia alta del mercato internazionale – sostiene l’Assessore all’Agricoltura della Regione Piemonte, Giorgio Ferrero – Lo confermano i numeri dell’export sui mercati extra-europei e la qualità delle produzioni di denominazione di origine. Un risultato ottenuto grazie al lavoro in sinergia dei viticoltori, al Consorzio e a Regione Piemonte che in questi anni ha investito nel valorizzare al massimo questo vitigno e di conseguenza il territorio astigiano».

E sono sempre più frequenti i cosiddetti “educational tour” che coinvolgono le grandi firme del giornalismo (non solo enologico) internazionale e li portano a contatto con la realtà produttiva astigiana e monferrina. Perché accanto alla Barbera (d’Asti e il Nizza che nei giorni scorsi ha ottenuto a sua volta la Docg) sono cresciute in questi anni le altre Denominazioni: il Ruchè di Castagnole Monferrato Docg, diventato ormai un prodotto «che fa tendenza» e poi Albugnano (Nebbiolo), Cortese Alto Monferrato, Dolcetto d’Asti, Freisa d’Asti, Malvasia di Castelnuovo Don Bosco, Monferrato, Piemonte, Grignolino d’Asti, Loazzolo, Terre Alfieri. La giornata costigliolese si è conclusa con una degustazione verticale di Barbera d’Asti sotto la guida di Ian D’Agata, giornalista e “influencer” di fama internazionale, diventato il testimonial della Barbera d’Asti con una serie di iniziative che lo hanno portato a promuovere anche le piccole grandi Doc dell’Astigiano. Il pensiero comune dei degustatori è stato quello che la barbera mantiene nel tempo profumi, eleganza e freschezza facendone un vino longevo, internazionale e di grande valore.

«Stiamo lavorando ad una serie di iniziative promozionali anche per il 2019, a partire ovviamente da una massiccia presenza dei nostri vini e dei nostri produttori al prossimo Vinitaly di Verona – concludono i Vicepresidenti Lorenzo Giordano e Stefano Chiarlo – e non ci fermiamo solo alla partecipazione ai più importanti saloni del vino italiani e internazionali. Il segreto della nostra crescita, in questo bellissimo decennio, è stata anche la capacità di fare squadra con il territorio, andando a dar vita ad un modello di promozione del vino che a suo modo ha fatto scuola. È il caso di iniziative collegate alla ristorazione, ma anche al mondo dello sport o della cultura. Siamo diventati l’emblema e il marchio di garanzia di un territorio che ha ancora grandi potenzialità di crescita. E ci auguriamo che il prossimo decennio sia ancora più bello e stimolante di quello che abbiamo celebrato oggi insieme a tanti amici. Tutti insieme abbiamo fatto grande la Barbera d’Asti e gli altri straordinari vini del Monferrato. Ed è da qui che vogliamo ripartire».

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Come abbinare i vini giusti alla pizza

Abbinare la pizza al vino è un dilemma che ha sempre impegnato gli appassionati. Dover rinunciare alla gustosa pizza solo perché manca il vino non è piacevole quindi, abbiamo ideato questa selezione da abbinare alla maggior parte delle pizze che di solito si mangiano.

Il vino Rosato, va utilizzato per le pizze alle verdure, pescato e crostacei.

Il Lambrusco è un’alternativa per chi ama la bollicina ma attenzione, meglio abbinarlo a pizze con salumi, salsiccia, pancetta e i classici “calzoni” o crescioni con formaggi e salumi mediamente piccanti.

Il vino rosso fermo, invece, mira più a soddisfare gli sposalizi dove il condimento usato è a base salsiccia e cipolla, oppure con verdure a prevalenza tendenzialmente amarognola come rucola e melanzane e formaggi impegnativi come il gorgonzola o il brie

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In apertura i bandi per l’insediamento ed il miglioramento delle imprese agricole

È di prossima apertura, nel giro di pochi giorni, il bando della Regione Piemonte del PSR 2014-2020 (una delle ultime pubblicazioni per questa programmazione)relativo alla Misura di miglioramento aziendale che prevede finanziamenti a favore delle strutture agricole.

Le domande riguardano sia le attrezzature mobili sia le strutture fisse ed è un bando che è particolarmente attento al rispetto dell’ambiente, inteso come razionalizzazione dei consumi idrici ed energetici, all’impatto ambientale e al consumo del suolo.

Franco Piana, responsabile sviluppo Impresa CIA spiega «La Regione Piemonte esprime la volontà di valorizzare le aziende agricole anche in zona montana, assegnando una quota significativa del bando a chi opera in zone marginali del territorio».

Le caratteristiche e i criteri di valutazione non varieranno rispetto ai bandi analoghi pubblicati in precedenza in questa programmazione; la Regione si riserva, alla presentazione delle domande, di determinare i punteggi relativi ad ogni criterio.

Collegato al bando di Miglioramento c’è quello relativo all’Insediamento Giovani

Per tutte le informazioni e per coloro che fossero interessati a presentare le domande possono contattare le sedi territoriali Cia (www.ciaal.it).

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Oche in vigna per abbattere l’uso dei pesticidi e i costi del gasolio

Oche libere di scorrazzare tra i filari per tagliare i trattamenti chimici in vigna e i costi del gasolio. E’ la scelta agronomica dell’azienda vitivinicola Di Filippo a Montefalco in provincia di Perugia che aiuta a contenere i costi d’impresa e permette di offrire al consumo calici di vino sostenibile.

«Sono circa 400 le oche – raccontano Roberto Di Filippo e la sorella Emma, viticoltori con metodo dell’agricoltura Biologica e della filosofia Biodinamica – che “pascolano” dalle sei del mattino e tornano da sole alle sette di sera, facendo involontariamente un lavoro molto importante: si nutrono dell’erba infestante, eliminando la necessità di tagliarla con attrezzi meccanici, o peggio ricorrere a diserbanti chimici».

L’utilizzo delle oche, non solo fa risparmiare 100 litri di carburante ad ettaro per trattori e falciatrici, ma con il loro passo lieve le oche non compattano né riducono la fertilità il terreno, come farebbe il passaggio di una pesante falciatrice.

Questo esito giova moltissimo alla pianta. Le oche concimano, fertilizzano e migliorano la qualità della sostanza organica, potenziando l’attività microbica del suolo, evitando l’impiego di diserbanti. Vi sono profondi cambiamenti biochimici legati alla presenza delle oche, che migliorano indiscutibilmente la qualità produttiva di un vigneto biologico.

«Da cinque anni, In virtù della collaborazione con l’Università di Perugia, Department of Agricultural, Environmental and Food Science University, sperimentiamo con successo l’allevamento delle oche in vigna» dice Di Filippo. Il principio è quello dell’Agroforestry, il sistema che prevede la convivenza di coltivazioni verdi, semine e pascoli sullo stesso terreno, per un’agricoltura virtuosa che si autosostiene, dove non ci sono scarti o rifiuti.

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“Dita di Dama” in occasione della Festa della Donna ad Alessandria

Questo venerdì, in occasione della “Festa della donna” alle ore 21:00 presso l’Auditorium San Baudolino di Alessandria (Via Bonardi 13) il sindacato pensionati SPI-CGIL organizza la presentazione dello spettacolo “Dita di Dama” di Laura Ponzone tratto dall’omonimo romanzo di Chiara Ingrao.

Lo spettacolo sarà presentato da Maria Iennaco della Camera del Lavoro e da Antonella Albanese, della segretaria provinciale SPI-CGIL.

Il monologo vedrà le vicende delle giovani donne degli anni ‘60-’70, così come raccontate nel libro di Chiara Ingrao, con un confronto tra le situazioni familiari di allora e di oggi, misurando la strada percorsa nell’emancipazione delle donne italiane ma anche con uno sguardo alla crisi economica attuale e alla poca speranza verso il futuro, due fattori che hanno messo in discussione i diritti sociali che si credevano conquistati una volta per tutte, in particolare per quanto riguarda l’occupazione femminile, con le donne che si ritrovano più sole e disarmate.

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Venerdì 8 marzo disagi per lo sciopero del trasporto pubblico

Disagi in vista per i pendolari del territorio genovese. Venerdì 8 marzo l’organizzazione sindacale di base USB ha infatti proclamato uno sciopero di quattro ore nel settore del trasporto pubblico.

Per quanto riguarda AMT Genova il personale viaggiante si asterrà dal lavoro dalle ore 11:45 alle ore 15:45 su autobus, metropolitana, funicolari, filobus e ferrovia Genova-Casella. Il personale di biglietterie, esattorie e servizio clienti si asterrà nella seconda parte del turno (15:45-19:45).

Per quanto riguarda ATP il personale viaggiante si asterrà dal lavoro dalle ore 10:30 alle ore 14:30 mentre il personale delle biglietterie dalle ore 10:30 alle ore 14:00.

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Grande successo per l’esperimento social di osservazione collettiva delle migrazioni del Parco del Beigua

Con più di quattromila esemplari transitati in poco più di un’ora nel pomeriggio del 1 marzo, #GruNelBeigua, primo esperimento social di osservazione collettiva della migrazione lanciato dal Parco del Beigua, è stato davvero un successo. L’iniziativa, avviata due settimane fa in corrispondenza dell’ingresso nel periodo di migrazione regolare della gru, è riuscita a coinvolgere non solo gli appassionati di birdwatching, ma anche decine di persone che non avevano mai avuto occasione in precedenza di interessarsi al fenomeno.

Certo la tipologia di specie scelta ha un indubbio fascino: la grossa dimensione, la chiassosità del richiamo, la particolarità delle forme geometriche assunte dallo stormo in migrazione, tutti elementi che contribuiscono a far notare con maggior facilità un fenomeno che negli ultimi anni sta assumendo sempre maggior rilevanza in termini numerici. Sono bastate poche indicazioni su come riconoscere la specie, accompagnate da puntuali messaggi di allerta, che segnalavano le partenze dalla vicina Francia o gli avvistamenti sulla rotta di avvicinamento al Beigua, per innescare una serie di segnalazioni puntuali in più giorni, con una distribuzione che si è estesa molto al di là del territorio del Parco del Beigua, riguardando in modo ampio la porzione centrale e quella occidentale della Liguria, di fatto le più interessate dalla migrazione visibile, sia lungo il litorale sia nella fascia interna.

Le segnalazioni, effettuate non solo nelle ore diurne ma anche, soprattutto nell’ultima decade di febbraio, nelle ore serali e notturne, hanno fatto registrare finora un transito di diverse migliaia di individui con due giornate di picco: il 24 febbraio, con dati relativi anche al Levante genovese, e soprattutto il 1 marzo, quando dalla mattina e maggiormente nel pomeriggio la Riviera di Ponente, prima, e il Genovese a seguire, sono stati toccati massicciamente dallo spettacolare fenomeno; in particolare oltre 4150 gru sono transitate in poco più di un’ora a seguito di un conteggio meticoloso (operazione non sempre banale, dato l’arrivo in massa di fitti stormi composti spesso da centinaia di individui insieme o frammisti) da una postazione al confine con la ZPS “Beigua-Turchino”. Questa giornata ha riscontrato il massimo numero di contatti e segnalazioni, grazie anche all’apporto di informazioni sugli avvistamenti ed altri elementi descrittivi, di immagini fotografiche e di video postati su Facebook e Instagram dai partecipanti all’iniziativa. Il bilancio, basato su stime fondate del volume di migrazione, lascia presumere finora un flusso di almeno 7-8000 individui in migrazione attraverso l’area vasta del Beigua verso Nord Est.

#GruNelBeigua non finisce, i social network del Parco continueranno ancora a raccogliere segnalazioni e avvistamenti senza una scadenza fissa ma in base all’esaurimento naturale del flusso migratorio, di norma collocabile attorno alla metà di marzo.

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Incontro sul tema della tratta Ovada-Alessandria a Castellazzo Bormida

Sabato 9 marzo alle ore 15:00 a Castellazzo Bormida, nella sala del Consiglio Comunale, si terrà un incontro pubblico sul tema del trasporto nel collegamento tra Ovada ed Alessandria.

L’incontro è organizzato dal consigliere regionale Domenico Ravetti che spiega «Serve un confronto sulla qualità della mobilità, sui diritti dei cittadini e sulla tutela dell’ambiente. E’ del tutto evidente che la scelta di interrompere il servizio ferroviario, avvenuta a giugno del 2012 (giustificata da uno scarso utilizzo) ha ridotto l’offerta a tal punto che oggi molti cittadini sono costretti ad elencare a gran voce le criticità. In particolare lamentano l’assenza di servizi da Alessandria verso Ovada in fasce orarie serali, di “corse” nei festivi e di insopportabili aumenti dei costi degli abbonamenti».

Nella tratta tra Ovada ed Alessandria alle esigenze degli studenti e dei lavoratori che ogni giorno fanno i pendolari sulla tratta si aggiungono i problemi creati dagli effetti della riforma sanitaria, che hanno prodotto una richiesta sempre maggiore di collegamenti verso il capoluogo. Infine il sempre più sentito tema ambientale porta ad un’inevitabile scelta di preferire il trasporto su ferro rispetto a quello su gomma.

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