Campo Ligure, villetta in fiamme nella notte

Tanta paura ma per fortuna nessun ferito a Campo Ligure. Questa notte, in una villetta in località Mongrosso (frazione montana sul lato sinistro del torrente Stura), è scoppiato uno spaventoso incendio che ha distrutto l’abitazione.

La famiglia è stata subito evacuata ed ha dovuto trascorrere la notte fuori casa, l’intervento dei Vigili del Fuoco è stato immediato, con diverse squadre impegnate a spegnere il rogo.

Fortunatamente nessuno è rimasto né ferito né intossicato dai fumi, ma l’abitazione è andata semidistrutta ed è inagibile.

Ancora ignote le cause dell’incendio, che si è propagato partendo dal tetto dell’abitazione.

Mongrosso

Il 10 febbraio si commemora il “Giorno del Ricordo”

Il 10 febbraio del 2005 il Parlamento italiano decise di dedicare la giornata alle vittime delle foibe, denominandola “Giorno del Ricordo”.

Le foibe sono delle grandi caverne verticali tipiche della regione carsica del Friuli Venezia Giulia e dell’Istria. Nel corso degli anni, però, il termine foibe ha assunto un nuovo significato. Con esso si intendono oggi i massacri ai danni della popolazione italiana che si verificarono verso la fine della Seconda Guerra mondiale e nell’immediato dopoguerra, tra il 1943 e il 1947, per mano dei partigiani jugoslavi.

Quella degli eccidi delle foibe è una storia dai connotati tragici, a lungo rimasta nel silenzio e solo negli ultimi anni portata alla luce.

Per comprendere a fondo il fenomeno del massacro delle foibe bisogna andarne a ricercare le radici in quella secolare contesa tra popolazione italiana e popolazione slava per il possesso dei territori di Nord-Est, quelli dell’Adriatico orientale. È una disputa che vide il suo inizio con la fine della Prima Guerra mondiale, quando il confine tra Italia e Jugoslavia venne delineato dalla cosiddetta “linea Wilson”.

Gli iugoslavi videro sottrarsi una cospicua fetta dell’Istria dagli italiani e circa 500mila iugoslavi si ritrovarono a vivere in territorio straniero, sotto il dominio di un popolo a tratti oppressore. Non è difficile quindi immaginare il malcontento che le popolazioni iugoslave iniziarono a covare, ma ciò in cui questo si trasformò è storia di brutalità che non si può comprendere, né giustificare.

Una prima ondata di violenza esplose già durante gli anni della Seconda Guerra Mondiale, nel momento in cui, l’8 settembre 1943 l’Italia firmò l’armistizio con gli anglo-americani e i tedeschi assunsero il controllo del nord della penisola istituendo un governo fantoccio guidato da Mussolini. Fu a partire da quel momento che, in Istria e in Dalmazia, i partigiani jugoslavi iniziarono a rivendicare il possesso di quei territori, torturando e gettando nelle foibe gli italiani fascisti, e non solo. Con la fine della Seconda Guerra mondiale, gli attacchi si fecero via via sempre più violenti ed intensi.

Nella primavera del 1945, l’esercito jugoslavo guidato da Tito marciò verso i territori giuliani; l’intervento venne accolto con euforia dal popolo italiano che vide negli iugoslavi, alla stregua di americani ed inglesi, dei liberatori. L’esercito di Tito, lungi dal voler aiutare l’Italia ed interessato solo a riappropriarsi delle zone che gli erano state sottratte alla fine della Prima Guerra mondiale, occupò invece Trieste e l’Istria, obbligando gli italiani che abitavano quelle zone ad abbandonare la propria terra. Molti furono i cittadini che vennero uccisi dai partigiani di Tito, gettati nelle foibe o deportati nei campi sloveni e croati.

Gli infoibamenti si perpetuarono fino al 1947: l’esercito iugoslavo si impadronì pian piano dell’Istria, operando una vera e propria pulizia etnica, obbligando gli italiani ad abbandonare la zona e sterminando coloro che decidevano di opporsi a tale violenza.

Il massacro delle foibe iniziò a cessare solo a partire dal 10 febbraio 1947, quando la Jugoslavia riottenne le province di Fiume, Zara, Pola e di altri territori grazie al trattato di Parigi. L’Italia riuscì ad assumere pienamente il controllo di Trieste (zona A) solo nell’ottobre 1954, vedendosi obbligata a lasciare Capodistria (zona B) nelle mani della Jugoslavia.

Secondo le recenti stime, Il numero delle vittime dell’eccidio delle Foibe, molto vago, è frutto del silenzio che per circa un cinquantennio ha circondato il ricordo di tale massacro. Ad essere uccisi non furono solo fascisti e avversari politici, ma anche e soprattutto civili, donne, bambini, persone anziane e tutti coloro che decisero di opporsi alla violenza dei partigiani titini. Le zone colpite furono quelle del Venezia-Giulia e dell’Istria, in cui ad oggi sono state trovate più di 1700 foibe.

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I racconti di Marina Salucci – “Poesia”

Appuntamento domenicale con i racconti di Marina Salucci, ecco “Poesia” una riflessione interiore sul passato e sull’incertezza del futuro.

POESIA

Che cosa resterà, alla fine?

Che cosa non si scioglierà come nulla nella sabbia delle stagioni? Di tutti i sussurri, battiti tumultuosi di gioia, silenzi, ferite, occhi che ridono, tunnel male illuminati … Forse ho paura. Paura che non resti nulla.

Nulla è davvero poco.

È sembrato così lungo, così importante.

Sempre a cercare sotto la scorza, a cercare la maglia rotta nella rete. Ora la rete è vecchia e attorcigliata, la barca coperta, secca. Il vento e la sabbia mi impediscono di guardare.

E che cosa ho trovato? Forse che ogni strappo è una verità? Va’, per te l’ho sperato, mi diceva il poeta. Se avesse ingannato? Abbasso la testa. A lungo. Poi il vento si calma. Arriva un’eco che sussurra pezzi di parola, momenti impastati l’uno nell’altro. Alzo la testa. Guardo. Il sole discende lento e illumina ciò che mi pareva metafora vuota. Mi giro. Vedo le imperfezioni della rete che risuonano dolcissime agli ultimi raggi di sole. La barca sta raccontando storie che incantano. La sabbia suona col vento.

Che cosa rimarrà?, mi chiedo ancora. La risposta mi esce dalle labbra, lenta, scandita, piena

POESIA.

Rimango lì finché il sole non svapora nella notte.

poesia

Fotografia di Carlo Accerboni

Riapre domani alla circolazione la Strada Statale 456 del Turchino

Riaprirà domani alla circolazione, lunedì 10 febbraio, la Strada Statale n.456 del Turchino, che, dalla fine di ottobre, era interrotta in località Panicata tra i Comuni di Ovada e Rossiglione.

La chiusura della Strada, arteria fondamentale per il traffico tra Genova ed il Monferrato, era avvenuta alla fine di ottobre a seguito degli eventi alluvionali e delle successive frane che hanno messo letteralmente in ginocchio la Valle Stura e l’Ovadese.

Il lungo periodo di chiusura, unito al crollo di calcinacci sull’Autostrada A26 Genova-Torino avvenuto la vigilia di Natale ed ai continui problemi sulla linea ferroviaria Genova-Acqui Terme avevano messo letteralmente all’esasperazione i residenti della Valle Stura, dell’Ovadese e dell’Acquese. Problemi evidenziati con una grande manifestazione dei pendolari davanti alla Prefettura di Genova ed espressi anche nel corso della visita del Cardinale di Genova, Mons. Angelo Bagnasco.

Alla fine di novembre inoltre alcune persone issarono un grosso striscione con la scritta “vergogna” per il mese di interruzione della strada.

La riapertura è stata finalmente comunicata dall’Ufficio di Presidenza della Provincia di Alessandria. Per qualche periodo, fino alla fine dei lavori, la circolazione avverrà a senso unico alternato.

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Giovani imprenditori da Venezia in visita alle aziende CIA alessandrine

Quindici agricoltori associati CIA Agricoltori di Venezia sono stati ospiti, per due giorni, nel territorio alessandrino nell’ambito di un viaggio-studio frutto della collaborazione delle due organizzazioni CIA.

Gli imprenditori AGIA (Associazione Giovani Imprenditori) hanno fatto visita ad alcune aziende rappresentative del territorio: Barozzi (Castellazzo Bormdida) per l’allevamento caprino, Il Faldo (Castellazzo Bormida) per gli ortaggi, Tenuta San Pietro (Tassarolo) per i vini, Fratelli Ameglio per l’allevamento Razza Piemontese (Altavilla) ed Agriturismo Gatti (Camino).

Ad accompagnare i colleghi di CIA Venezia è stato il presidente provinciale di AGIA Alessandria, Davide Sartirana.

Gian Piero Ameglio, presidente provinciale CIA ha commentato: <<Siamo contenti che gli imprenditori da Venezia abbiamo scelto la nostra provincia per la loro visita di formazione. Il nostro territorio è molto particolare dal punto di vista agricolo, perché presenta una varietà di colture e allevamenti come poche altre zone di Italia possono vantare. Accogliamo con entusiasmo i giovani produttori, perché lo scambio di esperienze è sempre utile e fa parte della nostra missione associativa>>.

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Il 44° Carnevale dei ragazzi di Arenzano

Domenica 16 febbraio ritorna ad Arenzano l’atteso appuntamento con il Carnevale dei Ragazzi, nato nell’ormai lontano 1977 e giunto alla sua 44°edizione.

L’evento è organizzato dal Comitato Carnevale dei ragazzi di Arenzano con il patrocinio del Comune di Arenzano.

A partire dalle ore 14:00, nel centro storico cittadino prenderà il via la sfilata di maschere e carri allegorici ispirati ai temi: Fantasy, Rio de Janeiro, La carica dei 101, Il mondo dei Lego, Steampunk e Tutto Cuore.

In via Bocca si terrà la premiazione dei migliori carri e ci saranno focaccette per tutti. Per tutte le informazioni sulla sfilata si può scrivere via mail a comitato.carnevale.arenzano@gmail.com

In caso di maltempo la manifestazione sarà rinviata alla domenica successiva.

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Italia leader in Europa per la produzione agricola ed il numero di occupati

L’Italia conferma il suo primato europeo per quanto riguarda le attività agricole, nonostante un lieve calo della produzione dello scorso anno (-0.6 %) ed al terzo posto per quanto riguarda la produzione agricola generale dietro Francia e Spagna. Primato europeo anche per il numero di addetti in agricoltura, ben un milione e 125 mila lavoratori, numero che è rimasto pressoché stabile rispetto allo scorso anno.

Questi i dati che emergono dalle stime ISTAT sull’andamento economico-produttivo dell’agricoltura.

Tra le produzioni boom delle olive e dell’olio (+ 31%) in netta ripresa dopo il crollo degli scorsi anni dovuto all’emergenza della “xylella” ed aumenta anche la produzione di ortaggi (10 %) mentre le produzioni vegetali registrano una flessione sia di valore (-2.1 %) che di volume (-2.4 %), compensate in parte dall’aumento delle produzioni animali (+2 % in valore e + 0.8 in volume).

I segnali di sofferenza arrivano dal comparto vitivinicolo, che segna un netto calo sia dei volumi di produzione (-12 %) che dei prezzi di mercato (-6 %), in calo anche la frutta. A determinare questo andamento negativo hanno contribuito diversi fattori, tra cui l’andamento climatico anomalo e l’emergenza fitosanitaria.

L’agricoltura italiana dovrà quindi affrontare diverse sfide, con politiche adeguate ed in linea con una visione moderna del settore, per non perdere gli importanti primati del settore agricolo nazionale, anch’essi a rischio in quanto l’ISTAT prefigura che nel 2019 i prezzi dei prodotti agricoli sono cresciuti meno dei costi di produzione.

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Il Rotary Club francese di La Seyne in visita ai colleghi di Varazze e della Riviera del Beigua

Il Rotary Club “La Seyne Cp Siciè” di Tolone è stato ospite degli omologhi del Rotary Club Varazze-Riviera del Beigua, in una visita di carattere culturale e sociale, nel segno dello Statuto Rotariano.

Il club francese è stato accolto dalla presidente, Alessandra Bonanni, accompagnata dai soci, i graditi cugini d’Oltralpe sono stati guidati dagli storici Adriano Mantero e Mario Traversi dell’Associazione Culturale “U Campanin Russu”, attraverso un percorso storico-culturale che ha fatto tappa al Santuario della SS.Trinità ed alla parrocchia Collegiata di Sant’Ambrogio.

Alle visite è seguita una breve lezione sulle origini della città di Varazze e della sua lunga storia cantieristica, in una sorta di gemellaggio con La Seyne, sede anch’essa di un importante cantiere navale, nel cantiere varazzino lavorò anche, da giovane, il futuro presidente della Repubblica, Giuseppe Saragat.

La delegazione francese è stata estremamente soddisfatta dell’accoglienza e dei “Ciceroni” locali, ripartendo per La Seyne con il dono del libro sulla storia della Collegiata donata da don Claudio Doglio.

Il Rotary Club Varazze-Riviera del Beigua organizzerà nei prossimi mesi altre iniziative culturali per far conoscere a soci ed ospiti la storia e le tradizioni locali.

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“Piccole Letture” al Museo delle marionette di Campomorone

Secondo appuntamento al Museo delle Marionette – collezione Angelo Cenderelli di Campomorone, lunedì 10 febbraio, con l’evento “Piccole letture… al teatrino”.

L’evento, organizzato dal Comune di Campomorone vedrà un laboratorio di lettura, suddiviso in due percorsi, uno per i bambini da 0 a 3 anni e l’altro per i bambini da 3 a 6 anni, insieme a Dario Apicella con letture animate e musica.

Con questa iniziativa il Comune vuole promuovere la lettura per i più piccoli e coinvolgere le loro famiglie.

Il primo turno, dalle ore 16:30 alle ore 17:15 sarà per la fascia 0-3 anni, il secondo dalle ore 17:15 alle ore 18:00 per la fascia 3-6 anni.

L’evento è gratuito previa prenotazione telefonando al numero 010-7224314.

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Trekking a Sambuco tra ruscelli e… canestrelli

Un trekking nell’area protetta del Beigua tra ruscelli e… canestrelli! Lo propone il Parco del Beigua – Unesco Global Geopark per domenica 9 febbraio.

La partenza sarà dalla località Sambuco, sulle alture tra Voltri e Mele, insieme alla guida del Parco, esperto naturalista, gli escursionisti percorreranno i sentieri del Parco Naturale, tra ruscelli, affioramenti geologici ed i caratteristici ripari in pietra, immersi in panorami straordinari e suggestivi.

Una domenica di cammino in mezzo alla natura, che farà bene sia al fisico che all’umore. Al termine del trekking, impegnativo e con pranzo al sacco, ci sarà una dolce sorpresa: il premio sarà infatti una visita alla Pasticceria di Sambuco, che ha scelto il cuore del Parco del Begiua per produrre i suoi canestrelli e le altre golosità con il marchio “Gustosi per Natura”.

La prenotazione è obbligatoria entro e non oltre sabato alle ore 12:00 telefonando al numero 393-9896251, il costo è di 10 € a persona.

Da BelliVenti verso Genova gennaio (M Moretti)

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