La vacanza sicura in campagna con AgriTurist

Siamo ancora nel pieno della tempesta, pur essendo consapevoli delle caratteristiche uniche e delle potenzialità dell’offerta degli agriturismi. Un vero porto sicuro. Il nuovo trend, dettato dalle regole per una ripartenza, è proprio la riscoperta di luoghi che permettano di godere di spazi aperti, di un rapporto autentico con la natura e le campagne italiane. Le nostre strutture accolgono in modo spontaneo ed accurato, aiutano a far conoscere la cultura enogastronomica locale e permettono di praticare il distanziamento sociale passeggiando, nuotando in piscina, praticando sport o, semplicemente rilassandosi”. Commenta così Lorenzo Morandi, presidente di Agriturist Piemonte, i dati dell’indagine svolta dall’associazione di Confagricoltura.

Lungo lo Stivale l’offerta dei 24.000 agriturismi è estremamente variegata, ma con un denominatore comune: l’ospitalità in un’azienda agricola. Dalla montagna alla collina, dal mare ai laghi l’effetto della crisi è evidente: niente americani e orientali, pochissimi dal Regno Unito, timorosi di dover effettuare la quarantena al loro ritorno. Qualche segnale arriva da Germania, Francia, Austria, Svizzera e Olanda.

La ripresa è lenta – sottolinea Morandi – e partirà soprattutto in agosto. Va anche calcolato che è stata la politica del last minute a caratterizzare le prenotazioni degli ultimi anni e, se in alcune zone i casali con piscina, scelti da famiglie o gruppi di amici sono andati a ruba, in altre è ancora l’incertezza a dettare le regole”, che continua: “La Giunta regionale ha deliberato 5 milioni di euro per il cosiddetto ‘voucher vacanze’, che si distingue in: il voucher camere e il voucher servizi ed esperienze. Il primo prevede la promozione di soggiorni di 3 notti consecutive, di cui una a carico del cliente, una a carico della Regione e la terza offerta dalla struttura ricettiva. Tali soggiorni saranno acquistabili fino al 31 dicembre 2020 salvo proroghe. La Regione Piemonte corrisponderà alla struttura ricettiva, attraverso i Consorzi, il valore della seconda notte per un valore massimo di € 150 a persona e di € 300 a camera. Il voucher esperienze e servizi prevede uno sconto del 50% sul valore complessivo del servizio”.

L’agriturismo, vanto del nostro Paese, ha pagato l’effetto Covid più di un milione di euro. “Non ci arrendiamo, anzi. Ci siamo rimboccati le maniche – aggiunge il presidente Agriturist Alessandria, Franco Priarone – convinti che si possa ancora una volta ripartire proprio dall’agricoltura. Le nostre strutture hanno tutte le carte in regola per offrire soggiorni indimenticabili in luoghi incontaminati, lontani dalla folla, dove le distanze sono naturali, il cibo è buono e genuino. Senza rinunciare al comfort e alla vita moderna, si potranno così riscoprire sapori e saperi della cultura rurale”.

Per incentivare il rilancio del comparto in questo momento difficile, Agriturist Alessandria ha creato e lanciato la campagna promozionale “Riparti naturalmente. Riparti con noi” presente sui social associativi e sul sito provinciale www.agrituristmonferrato.com, con immagini degli agriturismi associati.

A Campomorone “Tutti i perchè della pecorella Erminia”

Domani sera alle ore 18 e 30 presso i Giardini Dossetti di Campomorone si svolgerà lo spettacolo all’aria aperta “Tutti i perché della pecorella Erminia”.

Lo spettacolo è rivolto ai bambini ed è inserito nell’ambito dell’iniziativa Musei all’aria aperta dell’Associazione Didattica Museale, il costo è di 8 Euro a bambino e durerà circa un’ora con un accompagnatore per ogni bambino.

La pecorella Erminia risponderà alle curiosità sui tanti perché della scienza facendo tante domande e dando tante risposte.

La prenotazione è obbligatoria online e per informazioni si può scrivere via mail a genova@assodidatticamuseale.it

I racconti di Marina Salucci – La chiara favola di Gufo Morbido

Un nuovo racconto a firma di Marina Salucci, “La chiara favola di Gufo Morbido”, una favola che diventa metafora sulla ricerca di se stessi e del coraggio di esserlo:

LA CHIARA FAVOLA DI GUFO MORBIDO

A tarda ora, nel silenzio notturno, Gufo Morbido si adagiò sul solido ramo d’olmo, l’olmo che aveva scelto come sua dimora sin da quando i suoi genitori erano volati via da questo mondo. Appena il primo chiarore si levò dal monte, sentì la gioia sciogliergli il cuore, pervadergli le piume ed ancora una volta capì che aveva fatto la scelta giusta.

In poco tempo il bosco fu un lago di luce senza più misteri, ma lei, non paga, continuava a salire, a salire, e più saliva più la luce dilagava, lisciava le foglie delle querce, i nidi degli uccelli, buttava argento sul ruscello, stanava scoiattoli e talpe…

Eccola, sentiva su di sé la luce, e si beava del suo sguardo chiaro… Sì, sì, era proprio così, lo stava guardando, guardava proprio lui, non era forse lui che da anni la attendeva ogni notte che a lei piaceva girare nel cielo, non era forse lui che ascoltava i suoi silenzi, carpiva i suoi stati d’animo, decifrava le sue ombre e le sue luci, la sua magia…

E la notte della pienezza, quando a lei piaceva mostrarsi tutta intera, senza più misteri, non era forse lui che s’appostava sull’olmetto, e stava lì, lì solo a guardarla…

Meravigliosa notte! Lei si donava al mondo in tutto il suo splendore. Per Gufo Morbido il mondo era il bosco, aveva visto ben poco d’altro, ma intuiva che oltre alle casupole dei contadini che s’avvistavano dal suo olmetto c’era ancora qualcosa. E sapeva che la luce che s’alzava da dietro le colline, arrivava anche là, inondava e dilagava tutto e su tutto, generosa come l’acqua che scende dal cielo.

Era stato suo nonno, Gufo Candido, che glielo aveva insegnato. E lui aveva imparato subito. Una sera l’aveva chiamato in disparte, e l’aveva invitato a volare con lui sino al pianoro degli olmi. E quando erano tutti e due comodi sul ramo più alto, Gufo Candido gliela aveva mostrata.

La Luna! Magnifica tonda faccia di luce, esclamò il nonno, lassù, lassù, medaglia splendente, sentinella chiara della notte, hai mai visto niente di simile, Gufo Morbido, no, no, non c’è niente di più fulgido, ascolta, ascolta, ci sta parlando…

Il piccolo gufo si mise in ascolto, tese le sue orecchie verso la luna…Ma soltanto i discreti rumori del bosco arrivarono alle sue orecchie.

Non sento nulla, nonno.

E Gufo Candido sorrise. – Ma no, ma no, non è con le orecchie che la devi ascoltare, è con gli occhi…Con gli occhi e… con le piume.

Allora Gufo Morbido provò ad ascoltare. Se avesse potuto piangere senz’altro l’avrebbe fatto, perché quella sera si commosse come mai aveva fatto prima. Quante cose gli disse la Luna…Con quel suo grande faccione chiaro, con quelle sue sottili melanconiche macchie, con quel suo salire, salire, parole mute, parole non dicibili, ma Gufo Morbido ascoltò tutto, e tutto capì… e suo nonno se ne accorse.

E così, ogni sera, quando lei era in cielo, anche se si mostrava solo con un piccolo spicchio di luce, se ne andavano a guardarla.

Soli, vicini, piuma con piuma, in silenzio. Ascoltavano la luna.

E la luna parlava. Guardava e parlava.

Ricordava bene, Gufo Morbido, erano ricordi nitidi in lui come la luce che si levava, ricordava ogni sera, ogni sera in cui lui e il nonno si erano seduti lì, proprio dove lui stava adesso.

Stavano lì per ore, incantati, a guardare e ascoltare, mentre il bosco diventava un lago di luce ed ombre, e le foglie trascoloravano e presenze arcane danzavano intorno alle querce maestose e chiare.

Al ritorno, quando il giorno avanzava lento, tornavano in soffice volo, e le parole fluivano come l’acqua, le ricordava tutte, tutte quante, ognuna piccolo pezzo di verità e di pace.

Ricordava la sera in cui chiese al nonno:- Perché mio padre, Gufo Forte, non vuole che si vada a guardare la luna, che cosa c’è di male in questo, nonno?

– Nulla, io credo, ma così non è per lui.

– Credo che lui non mi voglia bene, altrimenti non sarebbe così in collera con me soltanto perché mi siedo su un ramo d’olmo a guardarla.

– Oh no, non è così, piccolo Gufo, non è proprio così. Tuo padre ti ama moltissimo, così come tu ami lui, così come io lo amo…Ma siamo semplicemente diversi. Capita spesso con le persone che si amano. E quando capita è più difficile, perché è proprio l’amore che fa deviare. Tuo padre fa così perché vorrebbe che tu diventassi un reale gufo fiero sotto i cui artigli cadono le prede, temuto come lui da tutto il bosco, questo è ciò che vorrebbe tuo padre per te, poiché crede che questo sia il tuo bene…

Ricorda, piccolo gufo: è facile adirarsi con chi si ama. Tempo fa io lo incitavo a guardare la luna, così come ho fatto con te, perché credevo che questo potesse essere il suo bene…ma poi…

– Ma poi, sollecitò Gufo Morbido…

– Ma poi ho capito che era solo il mio, che eravamo diversi…

– Anch’io sono come te, nonno, disse fiero Gufo Morbido.

– Sì, piccolo gufo, ma ricorda, noi non siamo migliori o peggiori. Siamo diversi.

– Diversi…ripetè piano come per capire meglio.

– Ma allora, allora nonno, è per questo che gli altri gufi ci scherniscono, ci deridono, è perché siamo diversi?

– Sì, è per questo. Chi è diverso è sempre schernito.

– Perché, nonno, chiese Gufo Morbido con il cuore gonfio di sdegno.

– Perché mette in discussione le certezze, piccolo gufo, e questo non fa mai piacere a nessuno.

– Questo è profondamente ingiusto, nonno, io mi ribellerò, io…

– Tu non farai nulla di tutto questo, piccolo gufo. Ora cercherò di spiegarti meglio.

Vedi, da quando il grande creatore ha messo la luna in cielo ed i gufi nei boschi, essi sono predatori, rapaci cacciatori di avicole, topi, uccelli. I gufi hanno gli artigli, lo sguardo fiero, il becco aquilino e i loro occhi che brillano torvi incutono timore. E fanno i cacciatori. Nessuno ha mai discusso su questo, e la società dei gufi è andata avanti così dai tempi dei tempi, senza che nulla turbasse questo modo di essere.

Si fermò.

– Hai capito? Chiese poi.

– Sì, ho capito, disse Gufo Morbido triste. Ma non è giusto ugualmente. Se noi consentiamo loro di essere ciò che sono, perché anche loro non ci lasciano liberi?

– Oh, piccolo gufo, perché noi miniamo le loro sicurezze, con la nostra diversità indichiamo nostro malgrado un’altra strada, un altro modo di vivere nel bosco, guardando la luna e beccando quello che capita, questo li riempie di incertezza, forse di paura, e così reagiscono con scherno…E’ sempre stato così.

– E’ sempre stato così…ripetè molto triste Gufo Morbido.

Poi aggiunse:- E che cosa dobbiamo fare allora, nonno?

Gufo Candido dondolò un po’ il becco e le piume oculari, poi sorrise:- Nulla, piccolo Gufo, dobbiamo continuare ad essere semplicemente quello che siamo. Non abbiamo altra scelta.

-Perché nonno? Non sarebbe più semplice smettere di guardare la luna? In fondo, l’hai detto anche tu, è dai tempi dei tempi che i gufi artigliano i…

Gufo Candido l’interruppe:- Ricorda, figliolo: è più facile affrontare lo scherno, a volte la collera cieca degli altri, che rinunciare a ciò che si è. Quello che sei non ti abbandona mai, e se tu abbandoni te stesso la tua coscienza ti si parerà sempre davanti e ti dirà:- Gufetto, ma che stai facendo, quali strade straniere hai percorso?

E tu, che cosa le dirai, le potrai forse dire che hai preso altre strade per accontentare gli altri? No, piccolo gufo, lei non sarà paga di questa risposta…

Gufo Morbido pensò tanto a quelle parole, e più le pensava, più gli parevano perfette. Certo, non sarebbe stato facile, ora sapeva che c’era un prezzo da pagare, ma avrebbe continuato la sua strada, avrebbe continuato…

Ed era proprio quello che aveva fatto. Ancora lì sull’olmetto forte, ancora lì ad aspettare la luna.

Era stato difficile, quando il nonno aveva fatto rotta verso il cielo infinito e l’aveva lasciato solo. Sì, era stato molto difficile, ma non c’era stata altra strada. Ed era ancora lì, sotto quella luce che aveva segnato la sua vita, calamita lattiginosa nel cielo, che attirava tutto a sé, mari, piante, animali e uomini… Sì, aveva sentito dire che anche gli uomini, gli abitatori delle casupole da cui arrivava il fumo, si incantavano alla sua luce, ed alcuni riuscivano a disegnare i loro pensieri con piccoli segni, a renderli eterni.

Anche lui avrebbe voluto fare altrettanto, ma aveva solo artigli e becco, come avrebbe mai fatto, poteva solo ammirarla, ammirarla ed ascoltarla, oh sì, questo l’aveva fatto , e lei gli aveva parlato, gli aveva parlato ogni volta che era comparsa.

Ed anche quella notte Gufo Morbido la passò sull’olmo, fermo e rapito, ad ascoltare.

Poi, quando lei se ne andò, calò improvviso un nero silenzio. All’improvviso, si sentì molto triste. Intorno il bosco buio e silenzioso gli sembrava una landa deserta. Non c’era nessuno, da nessuna parte che lo aspettava. Gufo Morbido si sentì solo. Sì, decisamente Gufo Morbido si sentì molto solo.

Passarono di lì alcuni allocchi, in coppia, ridacchiando alle sue spalle. Altre volte l’avevano fatto, ma quella notte le loro burle lo colpirono come frecce.

Un dubbio feroce arrivò al cuore di Gufo Morbido:- E se avessero ragione loro, loro e tutti gli altri uccelli del bosco, se la vita non fosse questa, ma la loro, spesa ad inseguire i ratti ed appagarsi di questo? Come posso dire di avere fatto il giusto, se dopo tanti anni sono qui, solo e triste, sopra a questo albero?

Così pensava, e reclinava il capo sconsolato, mentre il dubbio diventava sempre più lacerante.

Gli altri uccelli avevano chi li aspettava nel nido, mentre lui…mentre lui…aveva il nido vuoto e freddo.

Ad un certo punto sentì un rumore provenire dall’acero a fianco. Sorpreso, si girò.

Sembrava un uccello. Gufo Morbido guardò meglio e vide che era un gufo, poi guardò ancora meglio e vide che…sì, vide che era una piccola gufa lattea, dalle penne lucide, con una delicata macchia bianca sulla fronte. E lo guardava.

Lo guardava con dolce sguardo, per nulla stupita, uno sguardo tenero che assomigliava a quello della luna.

Gufo Morbido, senza quasi pensarci, volò sul ramo d’acero, accanto a lei.

– Che cosa fai qui, piccola gufa? le chiese.

– Io sto qui ogni sera, Gufo Morbido, e guardo la luna.

– Tu…tu…anche tu…la sorpresa, la commozione, la gioia tolsero a Gufo Morbido ogni parola.

– Sì, anch’io. Da tanto tempo ormai, da quando i miei genitori me l’hanno insegnato, laggiù nel piano dei castagni. Ma poco tempo fa ne hanno tagliati alcuni ed allora ho scelto questo acero.

– I tuoi genitori? Sono stati loro che ti hanno mostrato la luna?

– Sì, i miei genitori, Perché lo trovi così strano?

– Perché mio padre mi diceva che è meglio guardare la luce del sole, aperta, coraggiosa e schietta, e non quella della luna, malinconica e pallida.

Piccola Gufa rideva.

– Perché ridi, piccola gufa?

– Perché è molto buffo, quello che mi hai detto…La luce del sole e quella della luna sono la stessa cosa…I nostri occhi si brucerebbero a guardare la luce del sole, forse per questo essa si riflette, in modo più delicato, sulla luna. Perché noi la possiamo guardare. Perché noi ci incantiamo a guardarla…Vedi, tu e tuo padre, volevate la stessa cosa.

La stessa cosa, pensò in silenzio Gufo Morbido, toccato nel profondo da quelle parole. Se lo avesse creduto possibile, gli sarebbero sembrate ancora più sagge di quelle di Gufo Candido.

Ad ogni modo le trovò dolcissime.

Fu quello che gli diede il coraggio di alzare l’ala, sebbene dapprima timidamente e lentamente, e di posarla sopra alla spalla di Piccola Gufa.

Lei continuò a ridere, e a dire cose dolci.

Insieme, guardarono la luna ogni sera.

Insieme, guardarono la luna per tutta la vita.

Asti chiede di essere inserita nella zona di produzione del Moscato DOCG

Il comune di Asti torna a chiedere di essere inserito nella zona di produzione del Moscato d’Asti Docg.

Lo riferisce l’associazione Comuni del Moscato. “Nella recente riunione del consiglio direttivo dell’associazione – si legge in una nota – si è aperta una finestra sul passato, discutendo nuovamente, dopo tanti anni, della questione”. L’occasione è stata data da una recente dichiarazione del Comune di Asti che ha nuovamente manifestato, in un incontro in videoconferenza a cui hanno partecipato anche il Consorzio di tutela, Coldiretti e Confagricoltura, la volontà di far parte del territorio del disciplinare. “La posizione dei sindaci dell’associazione è stata netta – sostiene il presidente dell’associazione Comuni del Moscato, Alessio Monti – si è assolutamente contrari a questa idea che il Comune di Asti ha rispolverato”.

Secondo l’associazione “se si vogliono cercare delle motivazioni, si possono ricordare quelle già espresse nel tempo passato” quando la querelle era stata accesa. “Esiste una difesa delle regole, dei giusti principi e dei caratteri storici e colturali che identificano l’attuale territorio di produzione – prosegue – si tratta di difendere i diritti e il lavoro dei produttori dei 51 Comuni delle province di Alessandria, Asti e Cuneo che oggi fanno parte del disciplinare, anche contro una eventuale non voluta estensione di produzione”.

Un trekking alla scoperta della Val Cerusa

La Val Cerusa è una piccola vallata immersa nel verde che separa Voltri, l’ultimo quartiere del Comune di Genova con la Val Leira e l’immediato entroterra. Attraversata dal torrente Cerusa è molto ricca di verde e corsi d’acqua.

Il Parco del Beigua porterà alla scoperta di quest’angolo del ponente genovese sabato con un trekking impegnativo, adatto ai camminatori abituali, che partirà dalla piccola località di Sambuco sulle alture di Voltri salendo al Monte Tardia, scoprendo una zona dominata da una natura selvaggia fino a raggiungere uno splendido punto panoramico che si affaccia sulla costa ligure.

Il ritrovo è alle ore 9 e 30 sul piazzale della Chiesa di Sambuco, l’iniziativa durerà tutta la giornata con pranzo al sacco e il costo dell’escursione è di 10 Euro. La prenotazione è obbligatoria entro domani alle ore 12 compilando il modulo sul sito del Parco.

I pescatori cellesi e varazzini si sfideranno nel Palio di San Pietro

Questo sabato, dalle ore 8 alle ore 10 e 30, i pescatori amatoriali di Celle Ligure e Varazze si ritroveranno nel tratto di mare chamato Ciappasse, tra i due Comuni, per insidiare bughe e sugarelli.

I pescatori dello Sporting Club di Celle Ligure e i loro amici diVarazze si impegneranno al massimo per contendersi il Palio di San Pietro, la classica manifestazione amatoriale di pesca al bolentino, vinta lo scorso anno dai pescatori varazzini.

Alberto Patrucco, presidente dell’Associazione Pesca Sportiva Dilettantistica Varazze, organizzatrice del raduno ha dichiarato: “Rinnoviamo un appuntamento che ci vede presenti tra i pochi ormai rimasti veri amanti del mare e delle sue bellezze, che non sono solo bagnarsi o spaparanzarsi sulla spiaggia, ma godere delle tante peculiarità naturalistiche che il litorale varazzino ci dona quando lo osserviamo dal mare aperto. Confidando di una partecipazione numerosa di esperti pescatori e non, con un buon numero di giovani, per poter continuare a portare avanti la nostra passione, che rimane tra le più antiche del popolo ligure”.

L’assemblea di Confagricoltura Donna al B&B Il Ciurlì di Visone

Si sono riunite ieri, nel giardino dei Noccioli del Bed & Breakfast Il Ciurlì di Visone, le socie di Confagricoltura Donna Piemonte per l’assemblea annuale elettiva.

Se vogliamo far crescere il nostro albero dobbiamo essere propositive e cercare collaborazioni con altri soggetti. Dall’unione nascono sempre buoni frutti. Nel triennio appena trascorso abbiamo organizzato molti eventi e corsi, avvalendoci del supporto di esperte ed esperti, di enti e associazioni. E’ diventata anche più stretta la collaborazione con i pensionati di ANPA, con i giovani di Confagricoltura iscritti all’ANGA provinciale, con l’associazione che si occupa di accoglienza in campagna Agriturist. Conto di proseguire sul percorso intrapreso con l’apporto di tutte voi” ha commentato Michela Marenco dell’Azienda vitivinicola Marenco di Strevi, riacclamata presidente di Confagricoltura Donna Alessandria per il periodo 2020-2023.

La presidente verrà affiancata da due vicepresidenti, ovvero Maria Teresa Bausone e Carla Ghisalberti, per la zona di Acqui-Ovada le consigliere saranno Graziella Priarone e Rossella Zanoletti, per la zona di Alessandria Barbara Perrero e Alessandra Viscoli, per quella di Casale Monferrato Antonella Cappa e Simona Cavallero, per quella di Novi Ligure Maria Rosa Carlevaro e Francesca Poggio, per quella di Tortona Marina Bernardi e Patrizia Lodi.

Il Collegio dei Probiviri ha eletto Maria Beatrice Abbiati, Giovanna Bottazzi e Maria Daville. Rieletti nel Collegio Sindacale Marco Ottone (presidente), Valter Parodi e Cristina Bagnasco (membri effettivi), Cristina Donati, Vilma Lovisolo e Giulia Campi (membri supplenti). Confermate alla Segreteria Cristina Bagnasco e alla tesoreria Cristina Donati.

La presidente regionale e vice presidente nazionale, Paola Maria Sacco, dell’azienda omonima di Tortona, ha affermato: “Vi è ancora molto da costruire per consolidare l’organizzazione, ma siamo sulla strada buona. Abbiamo sviluppato una rete solida con altre regioni limitrofe che permette di lavorare in sinergia e farci conoscere sul territorio”.

La collina di Spoon River e le canzoni di De Andrè in scena a Varazze

Sarà “La collina di Spoon River e le canzoni di Fabrizio De Andrè” lo spettacolo che aprirà la stagione estiva degli eventi di Varazze questo sabato alle ore 21 e 30 nel suggestivo Molo dei Marinai d’Italia.

Lo spettacolo è realizzato dalla collaborazione del Teatro Sipario Strappato di Arenzano e l’Antico Teatro Sacco di Savona, con la regia di Lazzaro Calcagno.

Lo spettacolo venne allestito per la prima volta in occasione del 70° anniversario della prima traduzione dell’Antologia di Spoon River a cura di Fernanda Pivano.

L’Antologia di Spoon River è una serie di poesie che raccontano la vita di alcune persone sepolte in un piccolo paesino immaginario della profonda provincia americana. Il grande cantautore Fabrizio De Andrè lesse queste poesie all’età di diciotto anni, immedesimandosi in alcuni personaggi e, successivamente prese alcune poesie rielaborandone i testi, scrivendone le musiche inserendole nell’album “Non al denaro, non all’amore né al cielo”.

Le canzoni e le musiche saranno eseguite dal vivo dai London Valour, con Matteo Trolio alla voce e chitarra, Federica Calcagno al violino e Enrico Bovone alle percussioni. L’ingresso è libero con posti limitati.

Una bicicletta speciale per ragazzi speciali al Museo dei Campionissimi

I bambini e i ragazzi, di età compresa tra i 5 e i 14 anni, con disabilità motoria che utilizzano la carrozzina possono provare l’ebbrezza di una passeggiata in bicicletta a Novi Ligure, al Museo dei Campionissimi.

Il progetto “Explora: Spazi e Tempi per crescere” selezionato dall’impresa sociale “Con i Bambini” nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, in collaborazione con la Cooperativa Sociale Azimut ha consentito l’avvio di una serie di iniziative a favore dei minori del territorio.

Tra queste l’arrivo Museo dei Campionissimi della bicicletta “Aspasso”, un mezzo leggero e semplice da usare, che permette il trasporto della persona senza doverla spostare dalla sedia a rotelle. L’idea è quella di mettere a disposizione la bicicletta Aspasso per testarla in città ad uso delle famiglie novesi che vogliono farsi una passeggiata e vivere la città da ciclisti speciali.

Spostarsi in bici pur non potendo muovere le gambe è il sogno per molti bambini e ragazzi affetti da problemi di disabilità motoria. Un sogno che può essere realizzato da Aspasso, una bicicletta con una pedana anteriore studiata appositamente per accogliere una persona in carrozzina in tutta sicurezza. Il modello è a pedalata assistita e ha anche un sistema di retromarcia per agevolare le manovre della persona che pedala.

A partire dal 4 luglio, infatti, Aspasso sarà a disposizione di chi vorrà provarla e si sta pensando a progetti e iniziative per diffonderne l’uso in città, anche perché questa bicicletta speciale può essere utilizzata anche dagli adulti con accompagnatore, non esclusivamente dai ragazzi. Con gli orari del museo la si potrà noleggiare gratuitamente a fronte del deposito di un documento di identità e di una piccola cauzione. Le soddisfazioni più grandi, da parte di chi l’ha già vista utilizzare, sono le emozioni sul viso delle singole persone: un ragazzo disabile dalla nascita che sente per la prima volta il vento sul viso, o una madre che riesce per la prima volta a partecipare alla biciclettata cittadina con il figlio”.

Ospite d’eccezione dell’evento di presentazione di Aspasso, in programma sabato 4 luglio alle ore 11 al Museo dei Campionissimi, Alessandro Moscatello che proverà la pedana per dimostrarne l’utilizzo.

Moscatello, 43enne campione di handbike originario di Taurisano, in provincia di Lecce, ora vive a Novi Ligure. Nel 2011 aveva perso l’uso delle gambe in un incidente sul lavoro e durante il periodo di riabilitazione aveva iniziato ad allenarsi con una hand bike. Ora gareggia per ANMIL Sport Italia nel settore paraciclimo, categoria MH3, quella dei più forti.

Un’estate in musica ad Ovada con gli spettacoli di OvadAvanti

L’Assessorato alla Cultura del Comune di Ovada, l’Associazione Musicale Antonio Rebora, la Pro Loco Ovada e Geirino Piscine di Ovada organizzano, nei mesi di luglio e agosto le serate musicali di OvadAvanti, con un programma che abbraccia diversi generi musicali.

Gli spettacoli si terranno alle ore 21 e 30 presso il Parco della Piscina Geirino con ingresso libero e prenotazione obbligatoria presso l’Ufficio Iat di Ovada telefonando al numero 0143-821043.

Il primo spettacolo sarà sabato 11 con la Band 999 di Roberto Tiranti, Marco Barusso e Guido Carli che terranno un tributo ai Police. Sabato 18 sarà la volta di Pracina Stomp con Paolo Bonfanti alle chitarre acustiche e voce, Martino Coppo ai mandolini e voce, Roberto Bongianino alla fisarmonica, Nicola Bruno al basso e Stefano Resca alla batteria. Sabato 25 Beppe Gambetta in concerto presenterà per l’occasione il suo nuovo disco dal titolo Where the wind blows – Dove tia o vento.

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