LA RAZZA BOVINA PIEMONTESE E’ A RISCHIO, IN DIECI ANNI HA CHIUSO UN ALLEVAMENTO SU CINQUE

La razza bovina Piemontese sta seriamente rischiando per il suo futuro, come denuncia Confagricoltura Alessandria negli ultimi dieci anni ha chiuso un allevamento su cinque e, oggi, molti lavorano addirittura in perdita.

L’emergenza determinata dalla siccità di giugno e luglio ha contribuito ad aggravare la situazione di difficoltà economica degli allevamenti a causa del calo della disponibilità di foraggi, il problema viene sentito maggiormente dagli allevatori di razza Piemontese, che ha hanno visto il prezzo della carne invariato negli ultimi anni a fronte di un aumento dei costi, come ha denunciato Daniele Malfettani, produttore associato a Confagricoltura Alessandria e vicepresidente della sezione di prodotto allevamenti bovini.

La questione è stata affrontata mercoledì in occasione del Tavolo di Fileira che si è riunito presso l’Assessorato Regionale all’Agricoltura. Nel corso dell’incontro è emerso che, in base allo studio condotto su un campione rappresentativo di aziende, gli allevamenti di bovini registrano una perdita di 41 centesimi al chilogrammo rispetto al prezzo massimo rilevato dalla Camera di Commercio di Cuneo. La poca redditività degli allevamenti ha provocato, negli ultimi anni, l’abbandono delle stalle, nel 2010 in Piemonte c’erano 3625 allevamenti di bovini da carne con oltre 264 mila capi, attualmente il numero degli allevamenti è sceso a 2828 stalle con 239 e 821 capi bovini allevati, in un decennio, quindi, quasi una stalla su cinque ha chiuso.

La Presidente di Confagricoltura Alessandria, Paola Sacco, ha dichiarato: “La situazione della nostra provincia riflette quella regionale perché in assenza di misure adeguate, si rischia di andare incontro a una forte contrazione degli allevamenti, anche a causa dei probabili aumenti delle materie prime che si profilano nei prossimi mesi a seguito del peggiorare della crisi dovuta al conflitto russo-ucraino. Per questi motivi oltre ai sostegni diretti agli allevatori già previsti a livello comunitario e nazionale e a quelli indispensabili e urgenti finalizzati a contenere il costo dell’energia, sarebbe importante che nelle sedi istituzionali competenti si promuovessero azioni, anche strutturali, idonee a riposizionare sul mercato, in un ambito economicamente sostenibile, la carne di bovino e in particolare quella della razza Piemontese certificata”.

Pubblicato da limontenews

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