CONFAGRICOLTURA ALESSANDRIA DENUNCIA I RITARDI NELLA POSA DELLA RECINZIONE CONTRO I CINGHIALI

Sabato scorso, in base ai programmi definiti, si sarebbero dovuti concludere i lavori per la posa della recinzione contro i cinghiali per contrastare la diffusione della Peste Suina Africana nella zona a cavallo tra le Province di Genova e Alessandria.

Tuttavia, come ha fatto presente Confagricoltura Alessandria, le cose sono andate ben diversamente, al momento sono oltre centottanta i casi di Peste Suina Africana segnalati sui crinali a cavallo tra il Genovesato e l’Alessandrino e, causa delle restrizioni imposte dall’emergenza, l’attività di abbattimento dei cinghiali nell’area infetta è attualmente sospeso.

La Presidente di Confagricoltura Alessandria, Paola Sacco e il Presidente di Confagricoltura Piemonte, Enrico Allasia hanno dichiarato: “La recinzione è ancora lontana dall’essere completata e il timore di diffusione dell’epidemia continua a rimanere alto: chiediamo al commissario e alle istituzioni regionali di fornire alle organizzazioni agricole un ragguaglio aggiornato sui tempi di realizzazione della rete anti-cinghiali e di intensificare gli sforzi per completare le opere”.

Confagricoltura Alessandria sottolinea inoltre l’aumento incontrollato delle popolazioni di ungulati e il fatto che, da gennaio ad oggi, sono state abbattute poche migliaia di cinghiali, circa mille capi nella Provincia di Alessandria, mentre l’obiettivo, secondo la Regione, è quello di arrivare, entro la fine dell’anno, a trentottomila capi eliminati tramite la caccia di selezione, aggiungendo i prelievi previsti con la caccia di controllo e quella programmata, i numeri degli abbattimenti salgono fino a cinquantamila.

La Presidente Paola Sacco ha aggiunto: “I tempi per la conclusione dei cantieri si stanno prolungando pericolosamente e l’obiettivo dei 50mila capi abbattuti entro fine anno risulta praticamente impossibile da raggiungere: gli agricoltori hanno il diritto di sapere quando potranno essere completate le opere. Ormai dell’emergenza non si parla quasi più ma il pericolo che l’epidemia si diffonda continua a preoccupare gli allevatori e l’intera filiera”.

Pubblicato da limontenews

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