PREZZI AL MINIMO PER LA CARNE DI CONIGLIO, LA DENUNCIA DI COLDIRETTI

Un nuovo problema, come sottolinea Coldiretti, si sta sommando a quelli già esistenti per il settore dell’agricoltura e dell’allevamento, alle prese con il rincaro delle materie prime e il caldo e la siccità eccezionale che ha devastato l’Italia a giugno e luglio.

Il problema, questa volta, riguarda il prezzo dei conigli, che, secondo le rilevazioni della Commissione Unica Nazionale, ha raggiunto, nei primi quindici giorni di luglio, il prezzo minimo di 1 Euro e 61 centesimi al chilo agli allevatori, il tutto mentre i costi di produzione sono alle stelle, a causa dei rincari dell’energia, delle materie prime e dei mangimi, che hanno registrato un aumento del 90 per cento. Coldiretti Cuneo denuncia questa situazione insostenibile per il comparto cunicolo piemontese.

Il Presidente di Coldiretti Cuneo, Enrico Nada, ha evidenziato: “I prezzi restano alti solo al banco per i consumatori mentre gli allevatori sono costretti a lavorare sotto i costi di produzione visti gli aumenti esponenziali delle materie prime. Ci sono speculazioni in atto lungo la filiera per cui siamo pronti ad applicare il Decreto sulle pratiche commerciali sleali perché agli allevatori sia riconosciuto come merita il loro lavoro”.

Il Decreto in vigore dallo scorso dicembre ha introdotto la possibilità per le Organizzazioni di Rappresentanza del settore agricolo di presentare delle denunce per conto dei propri soci senza esporre i produttori. Il comparto cunicolo, ha fatto presente Coldiretti Cuneo, ha dei numeri rilevanti, nella Provincia di Cuneo si concentra la maggior parte degli allevamenti di conigli del Piemonte, la seconda regione italiana per produzione di carne, con oltre duecento allevamenti e un milione di capi. La carne di coniglio è estremamente magra, poco calorica e ricca di proteine ed è parte integrante della tradizione piemontese a tavola.

Il Direttore di Coldiretti Cuneo, Fabiano Porcu ha spiegato: “Alcuni segnali positivi stanno arrivando dai dati del consumo di carne che va certamente incentivato anche attraverso promozioni nei giusti periodi. Portiamo avanti la battaglia affinché diventi obbligatoria l’etichettatura d’origine per la carne di coniglio: ciò consentirebbe ai consumatori di scegliere consapevolmente quella Made in Cuneo e sarebbe uno strumento ulteriore di valorizzazione dei nostri allevamenti”.

Pubblicato da limontenews

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