SITUAZIONE DELLA SICCITA’ SEMPRE PIU’ DIFFICILE, LA DENUNCIA DI COLDIRETTI CUNEO

Sempre più drammatica la situazione della siccità in tutto il Nord Italia, in particolare sul settore più occidentale, come denuncia Coldiretti Cuneo. Dall’inizio dell’anno, infatti, le precipitazioni sono poco più della metà dello stesso periodo dell’anno scorso, già non particolarmente piovoso.

Coldiretti Cuneo ha analizzato i dati della Rete Agrometeorologica del Piemonte, elaborati da 3A Srl, da cui emerge che il deficit di precipitazioni, sommato ai già scarsi apporti nevosi dello scorso inverno e allo scioglimento rapido delle nevi, ha fatto si che la portata dei corsi d’acqua è enormemente al di sotto delle medie storiche e che l’approvvigionamento delle falde sia molto difficoltoso o addirittura compromesso, con delle conseguenze pesantissime in campo agricolo.

Dai dati di Coldiretti Cuneo emerge che nella Granda fino ad oggi sono caduti in media 174 mm di pioggia, contro i 323 mm dello scorso anno. Un raffronto molto preoccupante, denuncia Coldiretti, se si considera che il 2021 è stato il terzo anno meno piovoso degli ultimi trenta, preceduto solamente dal 2017 e dal 1997. Attualmente i bacini idrici del Cuneese sono in condizioni di siccità severa, i canali irrigui hanno meno della metà della portata rispetto allo scorso anno e si sta già provvedendo ad irrigare i campi di mais.

Il Presidente di Coldiretti Cuneo, Enrico Nada, ha commentato: “È l’inizio di una grave problematica che negli ultimi anni si ripropone con sempre maggiore frequenza ma che quest’anno è arrivata troppo presto e non potrà che inasprirsi nelle prossime settimane. Di questo passo per la nostra agricoltura, già alle prese con l’innalzamento dei costi delle materie prime e gli sconvolgimenti del mercato a causa della guerra ucraina, sarà dura superare l’estate. Per questo torniamo a chiedere a gran voce la realizzazione di una rete di piccoli invasi su tutto l’arco alpino” mentre il Direttore di Coldiretti Cuneo, Fabiano Porcu, ha aggiunto: “È fondamentale porre la necessaria attenzione al tema delle infrastrutture irrigue per incrementare la capacità di conservazione dell’acqua e poterla utilizzare nei momenti di maggior idroesigenza superando l’attuale condizione di diffusa dispersione. Allo scopo vanno coinvolti tutti i soggetti interessati, superando l’attuale frammentazione anche in termini di competenze amministrative, in modo da poter definire un piano strategico unitario a livello regionale che risponda alle esigenze delle imprese agricole che ora, invece, si trovano a dover affrontare una vera e propria emergenza idrica”.

Pubblicato da limontenews

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