A VENT’ANNI DALLA SCOMPARSA AD ARQUATA SCRIVIA UN TRIBUTO AL GRANDE INCISORE PIETRO VILLA

Aprirà i battenti questo sabato nell’Atrio del Palazzo Municipale di Arquata Scrivia la mostra “Acqueforti, natura, luce e struttura” che omaggerà il maestro alessandrino Pietro Villa a vent’anni dalla sua scomparsa con alcune tra le sue opere più significative.

La mostra di Arquata Scrivia segue la grande retrospettiva che si è svolta lo scorso anno a Palazzo Monferrato di Alessandria, con un omaggio all’attività di pittore di Pietro Villa, uno dei più importanti incisori del Novecento, alcune delle sue opere sono state recentemente entrate a far parte del Gabinetto dei Disegni e delle Stampe del Museo degli Uffizi di Firenze. La rassegna è curata e organizzata con la collaborazione dell’Associazione Culturale Il Triangolo Nero, di cui Pietro Villa fu uno dei soci fondatori nel 1987.

Nel catalogo edito da Line Lab, in occasione della grande mostra del 2010 sempre a Palazzo Monferrato, Dino Molinari scrisse: “Villa è una “presenza” nell’arte alessandrina, dal dopoguerra a oggi. Come pittore e, in modo specifico, come incisore all’acquaforte. L’inclinazone al naturalismo, la sensibilità poetica, la raggiunta perizia tecnica ne fanno l’ideale continuatore della lezione di un maestro come Cino Bozzetti. Nel contempo ha saputo trarre fondamentali insegnamenti da una meditata e personale lettura, fatta con l’umiltà che contraddistingue, dell’opera calcografica di Giorgio Morandi. I generi praticati da Villa sono essenzialmente il paesaggio e la natura morta. Il rapporto diretto con la realtà ne fa un attento osservatore che sa tradurre, durante la fase di esecuzione, l’iniziale analisi percettiva in una sintetica e globale visione. Nel paesaggio ricerca la struttura, gli elementi costitutivi immutabili, secondo parametri geometrizzati, ricerca altresì un “lume” naturale, sempre filtrato, mentale quasi metafisico. Non meno felici le opere di taglio astratte aventi per soggetto cardi, impronte, voli e i kabana sulle quali raggiunge un equilibrio perfetto tra composizione -che è pur sempre struttura- e il gioco sapientemente bilanciato delle luci e delle ombre, in un raffinato uso di toni e mezzitoni, dai bianchi lunari ai neri profondi attraverso la gamma preziosa dei grigi”.

Pubblicato da limontenews

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