COLDIRETTI LIGURIA, IL SETTORE FLORICOLO IN CRISI A CAUSA DEL CONFLITTO RUSSO-UCRAINO

Il conflitto russo-ucraino sta avendo ripercussioni anche su settori all’apparenza molto distanti, tra cui, come denuncia Coldiretti Liguria, quello della floricoltura, che sta registrando forti perdite nelle vendite.

La situazione del settore florovivaistico in Liguria è piuttosto pesante, le quotazioni dei prezzi sono scese del 20 per cento, allo stesso tempo, invece i costi di produzione sono aumentati per via dei continui rincari energetici che stanno mettendo in difficoltà le imprese agricole italiane, con gli aumenti delle bollette che si ripercuotono sull’intera filiera produttiva. Le imprese floricole della Liguria stanno soffrendo pesantemente, a causa dei rincari e di un netto calo delle vendite, a causa dello stop del mercato russo.

Coldiretti Liguria aveva registrato gravi difficoltà già in occasione della Festa della Donna, riguardanti la vendita della mimosa, con numerosi problemi per quanto riguarda l’esportazione, a causa dei blocchi imposti dal conflitto russo-ucraino, con molti produttori che sono rimasti con i cartoni invenduti mentre altri, pur riuscendo a consegnare la merce, hanno avuto problemi nel ricevere i pagamenti a causa della difficoltà nelle transazioni. Il mix tra la guerra russo-ucraina e l’aumento dei costi di produzione ha portato ad un tracollo del volume delle vendite, che, secondo i floricoltori, si aggira intorno al 30 per cento.

Il Presidente di Coldiretti Liguria, Gianluca Boeri e il Delegato Confederale, Bruno Rivarossa, hanno spiegato: “La flessione delle vendite, per ciò che riguarda il settore floricolo, sta impattando anche sul prezzo di vendita con una riduzione delle quotazioni di circa il 20%. In compenso continuiamo a registrare aumenti sul fronte dei costi di produzione: i nostri floricoltori registrano aumenti da un minimo del +50% per spese di logistica e materie prime fino a un massimo del +150% per fertilizzanti, fitofarmaci, imballaggi, gasolio ed energia. A questo bisogna anche aggiungere che iniziano a registrarsi le prime difficoltà nel reperimento di imballaggi per il confezionamento di alcuni prodotti. Questo conflitto è stato un ulteriore mazzata a seguito della pandemia ed è necessario intervenire prima possibile per salvaguardare la floricoltura made in Liguria e per tutelare quello che è un settore da primato della produzione italiana”.

Pubblicato da limontenews

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