
La Camera dei Deputati ha approvato ieri la conversione in legge del decreto sulle misure per contrastare la diffusione della Peste Suina Africana, con la legge sono state individuate le risorse, pari a dieci milioni di Euro, a disposizione del Commissario Straordinario per la gestione dell’emergenza.
Tuttavia la decisione soddisfa solamente in parte gli operatori del settore, i soldi messi a disposizione, infatti, non saranno impiegati interamente per i ristori delle attività colpite dalle chiusure, ma bensì una grossa parte riguarderà la realizzazione della recinzione richiesta dagli esperti europei, ma considerata, sia dagli esperti dei Parchi che dai cacciatori e dagli agricoltori, inutile per questo tipo di emergenza.
Il settore dell’outdoor quindi, risarcito solamente in parte dopo le chiusure e la difficile riapertura degli scorsi giorni, avvenuta in un periodo che, climaticamente, ha ben poco della primavera, dopo aver perso buona parte degli introiti con lo stop della stagione venatoria, la più proficua per le casse delle attività di b&b, agriturismi e attività dell’outdoor in generale.
La recinzione, imposta dalla Commissione Europea, è contestata sia dalle diverse associazioni sindacali degli agricoltori che dai cacciatori chiedevano una caccia di tipo selettivo, abbattendo gli esemplari di cinghiali e ungulati in sovrannumero, che si sarebbe potuta realizzare utilizzando i fondi per la recinzione, disponendo anche dei congrui ristori al settore agrituristico e dell’outdoor in grave difficoltà.