CONFAGRICOLTURA ALESSANDRIA, LA SEMINA DI QUEST’ANNO CONDIZIONATA DALLA SICCITA’

C’è preoccupazione da parte di Confagricoltura Alessandria per le semine di quest’anno, che sono caratterizzate dall’andamento climatico anomalo, con la siccità persistente che sta caratterizzando questo inizio di primavera.

Le previsioni meteorologiche per i prossimi giorni indicano ancora giornate soleggiate con temperature miti, tuttavia, verso la fine del mese, sono previste alcune piogge sparse che sarebbero provvidenziali per le campagne, che stanno già incominciando a soffrire la crisi idrica.

Il Presidente di Confagricoltura Alessandria, Luca Brondelli, spiega: “Verso la fine di questa settimana con l’innalzamento delle temperature minime gli agricoltori avvieranno la maggior parte delle semine delle colture primaverili, con molte difficoltà dovute  alla siccità, ai costi energetici e ai prezzi”. Confagricoltura Alessandria spiega che, se non arrivano piogge serie, nei prossimi mesi ci sarà seriamente il rischio di non avere una dotazione di acqua sufficiente per realizzare una produzione agricola soddisfacente.

Come se non bastasse, ricorda Confagricoltura Alessandria, i costi stanno lievitando a causa dell’aumento del gasolio agricolo e dell’urea. La multinazionale norvegese Yara Cara International qualche settimana fa ha interrotto temporaneamente l’attività nell’impianto di produzione dell’urea di Ferrara, l’unico in Italia, a causa del prezzo troppo elevato del gas che fa si che non risulti più conveniente produrre urea e ammoniaca, l’urea è un concime azotato che viene largamente utilizzato per concimare mais e altri cereali.

Il Direttore di Confagricoltura Alessandria, Cristina Bagnasco, dichiara: “Gli approvvigionamenti di concimi azotati sono ridotti e seminare mais è problematico per gli alti costi di fertilizzazione. Complice la siccità, gli agricoltori stanno orientando le loro scelte anche verso soia, pisello proteico ed erba medica, definite colture azoto-fissatrici perché in grado di catturare l’azoto presente nell’atmosfera”. Nei terreni più secchi e collinari, che non potranno essere irrigati, si seminerà anche il girasole. Alcuni agricoltori utilizzano la concimazione organica, a base di letame o di digestato proveniente dagli impianti per la produzione di biogas, un prodotto che è anche un ottimo ammendante.

I costi di produzione così elevati stanno impattando anche sul bilancio delle imprese agricole, come ha ricordato Cristina Bagnasco: “I nostri tecnici hanno fatto un rapido conto prendendo a base la superficie di mais che è stata seminata l’anno scorso. In Piemonte sono coltivati circa 132.000 ettari di mais (di cui 16.400 in provincia di Alessandria): ipotizzando un impiego medio di 3 quintali di urea ettaro, in quanto il concime viene utilizzato in abbinamento ad altri fertilizzanti minerali e organici, il costo riferito a questa operazione l’anno scorso era di circa 120 euro. Quest’anno lo stesso intervento costerà 320 euro e solo per la concimazione azotata si spenderanno complessivamente 26,4 milioni di euro in più. È per questo che gli agricoltori cercano di risparmiare anche su queste pratiche”.

Confagricoltura Alessandria prevede anche un impoverimento dei terreni a causa della minore dotazione di nutrienti, ma, si inizierà a risparmiare sui costi di produzione, a fronte di raccolti incerti per la scarsità d’acqua uniti alla fiammata dei listini dei cereali che, da qui alla fine dell’anno, potrebbe subire una flessione dei prezzi. In questa situazione le aziende zootecniche puntano il più possibile sulla capacità di auto-approvvigionamento di foraggio e cereali, le quotazioni dei bovini da carne, dei suini e del latte sono infatti praticamente stazionarie e gli allevatori non riescono più a compensare i costi di produzione.

Il Presidente Luca Brondelli conclude: “Per chi deve approvvigionarsi in misura significativa di mangimi al di fuori dell’azienda la situazione sta diventando insostenibile – conclude il presidente Confagricoltura Alessandria Brondelli – e per questo nelle settimane scorse abbiamo chiesto alla Regione Piemonte un momento di confronto con l’intera filiera lattiero casearia per evitare la chiusura delle stalle. La costituzione di una mandria efficiente, in grado di realizzare produzioni zootecniche di qualità, richiede investimenti, selezione genetica ed esperienza: quando si chiude un allevamento è per sempre e il sistema agroalimentare del made in Italy non può permettersi il lusso di correre un rischio del genere, soprattutto in un momento in cui diventa fondamentale rafforzare la produzione interna”.

Pubblicato da limontenews

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