IN VIAGGIO CON EZIO – LA MONGOLIA (SECONDA PARTE)

Seconda parte del viaggio di Ezio Balostro alla scoperta della lontanissima Mongolia, l’antico Impero del leggendario Gengis Khan, incastrato tra i due giganti Russia e Cina, tra l’immenso Deserto di Gobi, i templi e paesaggi unici al mondo.

Partiamo verso sud, per raggiungere il deserto del Gobi, il più grande deserto dell’Asia con variazioni di temperature di circa 80° tra estate e inverno: Al suo interno sono stati ritrovati importanti reperti fossili di dinosauro. Attraverso alcune zone sabbiose giungiamo al grande monastero buddista di Erdene Zuu, vicino alle rovine della vecchia captale Karakorum, sito protetto dall’unesco.

Costruito nel 1585 è circondato da un quadrato di mura di oltre 450 metri e presenta 108 stupa. Al suo interno sono presenti 62 templi e numerose altre costruzioni. Primo campo tendato del viaggio: ottimo, veramente accogliente, pulitissimo e ottima cena. Durante il nostro itinerario vediamo alcuni piccoli monasteri danneggiati durante il periodo cinese, ma in fase di restauro.

Il Red Cliff è un bellissimo piccolo canyon sabbioso e pietroso di 75 milioni di anni fa: i colori cambiano con la variazione della luce del sole: vi sono state trovate delle uova di dinosauro. Altra escursione da non perdere è la faticosissima salita alle dune di Khongorlin Els: si sviluppano su una superficie di 960 k.q. e larghe fino a 100 km. Ancora a sud per arrivare alla Yol Valley, a meta del deserto del Gobi, sono gole che derivano da un’erosione millenaria, lunghe 100 km., e sono caratterizzate dalla presenza di ghiaccio ancora nel mese di Giugno. Un breve trekking ci permette di apprezzare al meglio il paesaggio naturale e la presenza di molti animali.

Cominciamo il viaggio di ritorno verso la capitale con una sosta all’importante sito Small Land Stone: bellissime formazioni rocciose limate dal vento e dalla pioggia e nei pressi i resti di un piccolo monastero distrutto nel 1931. Torniamo a Ulan Bator, passeggiata nel centro storico, assistiamo ad un interessante spettacolo teatrale e quindi il ritorno in Italia.

IL TOP DEL VIAGGIO – Tutto il paesaggio naturale che si osserva durante l’itinerario

DA NON PERDERE – Red Cliff – Erdene Zuu – Yol Valley

L’IMPREVISTO – durante il viaggio di ritorno verso Ulan Bator, in piena steppa, il minibus si è improvvisamente fermato: dopo 10 minuti sono arrivati alcuni motociclisti, mezzo di trasporto odierno per gli spostamenti dei mongoli, per verificare se avessimo bisogno di aiuto. Questa è l’ospitalità mongola. Guasto riparato dal nostro autista e immediata ripartenza.

COSA E’ CAPITATO – Ospitalità mongola

Pubblicato da limontenews

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