IN VIAGGIO CON EZIO – LA MONGOLIA (PRIMA PARTE)

Il nuovo appuntamento con i racconti di viaggio di Ezio Balostro ci porta in uno dei paesi più misteriosi del mondo, la Mongolia, una nazione con una superficie pari a cinque volte quella italiana e con appena tre milioni di abitanti, uno dei climi più continentali al mondo, incuneata tra i due giganti Cina e Russia, è conosciuta nel mondo per l’antico Impero di Gengis Khan, che arrivò ad estendersi fino alle porte dell’Europa.

Riprendiamo i nostri racconti di viaggio: questa volta siamo in Mongolia, stato dell’Asia Orientale privo di accessi al mare, interposta tra la Cina e Russia. L’antica e nobile terra dei Mongoli si distende sopra un grandioso altopiano steppico e solitario, circondato per tre lati da imponenti arcate montuose, isolato a Sud da una cintura di aride depressioni semisommerse dalle sabbie che ricoprono di tanto in tanto la sconfinata monotonia e desolazione del Gobi, il più temibile dei deserti asiatici, terra senz’acqua e senza vegetazione.

Il viaggio è basato fondamentalmente sullo splendido paesaggio nonché sugli incontri con le famiglie nomadi ed i loro animali. Pochi sono i templi (veri gioielli buddisti) conservati dopo lo scempio irrazionale dell’epoca comunista così come pochi, ma straordinari, i musei da visitare.

DURATA: 12 giorni – PERIODO: Da Aprile a Settembre – PERNOTTAMENTI: alberghetti e campi tendati con gher attrezzate – TRASPORTI: minibus con autista – PASTI: ristorantini – DIFFICOLTA’: viaggio impegnativo, lunghi tratti in auto su strade sterrate – DOCUMENTI: Occorre il visto per entrare in Mongolia

NOTE AL VIAGGIO:

E’ assolutamente indispensabile avere una guida – interprete per poter comunicare con l’autista, che in genere parla solo mongolo, e naturalmente per apprezzare al meglio tutti i siti che si visiteranno: monasteri, templi, musei, villaggi, mercati. Trasporti, pernottamenti, colazioni e cene sono inclusi nel pacchetto acquistato dall’agenzia corrispondente. Ottime le sistemazioni nei campi tendati utilizzati.

CARTA D’IDENTITA’ DELLA MONGOLIA:

La superficie è di 1.560.000 kmq (circa cinque volte l’Italia) con appena 3 milioni di abitanti (densità di soli 2 abitanti per kmq, una delle più basse al mondo), di cui almeno il 30 per cento sono nomadi dediti all’allevamento. La religione vede la prevalenza di un Buddhismo tibetano. Presenta una superficie coltivabile molto limitata a causa del gran freddo. In inverno le temperature arrivano anche oltre i – 30 gradi con la presenza di forte vento. L’odierna Mongolia è erede dell’antico Impero di Gengis Khan, pacificato dalla dinastia cinese dei Manchù nel XVII secolo e annessa all’Impero Cinese, nel 1911, alla caduta dell’Impero diventò uno stato indipendente, successivo assoggettamento al comunismo sovietico, riforme nel 1989 e prime elezioni libere e democratiche nel 1990. Oggi come tutto l’estremo Oriente vive anni di grande espansione economica.

Deserto del Gobi:

Occupa un vasto territorio a forma di arco esteso per 1600 km di lunghezza e 500-1000 km di larghezza, dalla superficie stimata in 1.300.000 km². Il deserto del Gobi è una vera e propria fortuna per i paleontologi, dato che l’erosione continua e progressiva del suolo porta alla luce scheletri di dinosauri e di altri mammiferi in condizioni di conservazione ottimali, nonostante risalgano ad almeno 80 milioni di anni fa, e spesso in uno stato di completezza sia cranica sia scheletrica.

Gengis Khan:

L’eroe nazionale mongolo fu Temujin, noto come Gengis Khan (nato tra il 1155 e il 1167, la data più frequentemente citata è il 1162 – 1227) che unificò i territori mongoli e creò l’impero più vasto della storia arrivando a 33 milioni di k.q. e circa 100 milioni di abitanti.

Per visitare il paese seguiremo un itinerario circolare che – attraverso la steppa e passando per l’area del Khognokhaan Uul – ci porterà prima verso Kharkhorin (l’antica capitale della Mongolia) nella quale si trova lo stupefacente monastero di Erdene Zuu, monastero fortificato, circondato dai suoi 108 stupa.

Poi il passaggio nell’area del Gobi attraverso Ongi, villaggio ai margini del deserto e sede dei resti di importanti monasteri devastati negli anni ’30. Inoltrandoci sempre più nel Gobi passeremo per Bayanzag, zona ricca di fossili raggiungendo quindi tra la desolazione più assoluta le dune di Khongoryn che non mancheremo di scalare. Ultima tappa nel Gobi sarà la valle di Yol con il Canyon dell’Aquila: una profonda immersione nella quiete della natura e degli spazi immensi, quindi il ritorno a Ulan Bator.

Capitale Ulan Bator (1.500.000 abitanti) la più fredda capitale del mondo (- 38 °), una città proiettata al futuro in cui le testimonianze storiche sono ormai inglobate nei grattaceli moderni.

In volo siamo a Ulan Bator, incontro con il corrispondente per la conferma dell’itinerario, conosciamo la guida e il nostro autista. Iniziamo la visita della città iniziando dal Monastero Ganden: costruito nel 1838, vi abitano ancora 600 monaci, riusciamo ad assistere alla preghiera del mattino; vediamo poi tutto il complesso con la grande statua del Buddha alta 26 metri, di bronzo , ricoperta da lamine d’oro. Quindi il museo di storia con all’interno dei veri gioielli della storia mongola, il palazzo Bogd Khan, importante museo etnografico con al suo interno numerosi palazzi e vari templi, da non perdere.

Continua

Pubblicato da limontenews

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