SLOW FOOD, BENE LA BIODIVERSITA’ IN COSTITUZIONE MA RICORDIAMOCI DI TUTELARE ANCHE QUELLA DOMESTICA

Nella giornata di martedì la Camera dei Deputati ha approvato la modifica agli articoli 9 e 41 della Costituzione Italiana, integrandoli con dei riferimenti alla tutela dell’ambiente, della biodiversità, degli ecosistemi e degli animali. Slow Food Italia chiede di tutelare anche la biodiversità domestica.

La biodiversità alimentare, spiega Slow Food, è in pericolo da decenni a causa del dominio commerciale di poche multinazionali, che producono semi ibridi, fertilizzanti e pesticidi, basti pensare che quattro colossi mondiali gestiscono da soli il 63 per cento dei semi!

Barbara Nappini, Presidente di Slow Food Italia, ha commentato: “Richiamare la tutela della biodiversità all’interno della legge fondamentale dello Stato rappresenta un passo importante e un motivo di soddisfazione, soprattutto per un’associazione come Slow Food che, da oltre trent’anni, s’impegna concretamente nella sua difesa”. Slow Food coglie l’occasione della modifica della Costituzione per ribadire la necessità e l’urgenza di tutelare la biodiversità nella sua accezione più ampia del termine, Barbara Nappini ha proseguito: “La tutela della biodiversità non va intesa soltanto come difesa del mondo selvatico ma anche come salvaguardia delle varietà agricole coltivate e delle razze animali allevate, cioè la biodiversità domestica”.

Tutelare la biodiversità, secondo Slow Food significa quindi: dire no alle monocolture vegetali, ridurre e vietare l’utilizzo di pesticidi e fitofarmaci provenienti dalla chimica di sintesi, in quanto dannosi per la sopravvivenza di specie che assicurano biodiversità e che sono causa dell’impoverimento dei suoli, favorire la transizione verso sistemi biologici, sostenere gli allevamenti di piccola scala ed estensivi che, a differenza di quelli intensivi, rappresentano dei veri ecosistemi e scongiurare l’abbandono dei terreni agricoli e delle aree montane e rurali, in quanto la perdita di biodiversità è effetto anche della concentrazione abitativa della popolazione in aree ristrette.

Parlando di biodiversità, quindi, non si possono non considerare anche la microflora e la microbiologia del suolo, è proprio lì infatti che vivono due terzi di tutti gli esseri viventi e sono loro a rendere fertile e produttivo il terreno agricolo, proteggere questa biodiversità invisibile vuol dire assicurare un futuro alla produzione alimentare, ignorarla, o ancora peggio danneggiarla come sta accadendo su larga scala da decenni, al contrario rappresenta un fattore di rischio consistente.

Pubblicato da limontenews

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