GUIDO SUONAVA IL VIOLINO IN SCENA AL FORO BOARIO DI NIZZA MONFERRATO

Continuano le rappresentazioni di Guido suonava il violino, lo spettacolo realizzato da Casa degli Alfieri in collaborazione con l’Istituto per la Storia della Resistenza della Provincia di Asti, liberamente tratto dal racconto Un violino di Nicoletta Fasano, che sarà in scena venerdì 4 febbraio al Foro Boario di Nizza Monferrato.

Lo spettacolo è un monologo teatrale tutto al femminile, scritto e diretto da Patrizia Camatel, con protagonista l’attrice Elena Formantici, che si dipana come un racconto giallo e assume le atmosfere misteriose del thriller a carattere storico. La vicenda vede protagonista un vecchio violino, che entra a far parte della quotidianità di una ricercatrice, costringendola ad abbandonare il suo metodo scientifico di indagine, molto rassicurante, e chiedendole di dedicarsi anima e cuore alla ricostruzione di una storia da salvare dall’oblio.

Il violini, uscito dalla polvere di una vecchia cantina, sembra dotato di una volontà propria, stride, geme, chiama con veemenza e ottiene ascolto. La ricercatrice piano piano scopre la vicenda di una famiglia ebrea sfollata ad Asti al tempo delle leggi razziali e della guerra, con tutti i risvolti drammatici. Chi sono i sommersi? Chi i salvati allora come oggi? Chi i complici e chi i giusti? E dove si colloca la protagonista stessa, donna ed essere umano prima che investigatrice per svelare la verità su questa vicenda?

Nicoletta Fasano commenta: “L’idea mi è venuta durante una Giornata della Cultura ebraica quando una donna si presentò alla sinagoga di Asti con un vecchio violino dicendo che era appartenuto ad un bambino scomparso da Asti, di cui non si sapeva nulla. Tenendo quel piccolo violino in mano capii che era giusto assegnargli un padrone e fu allora che pensai a Guido Foà. Guido Foà, di otto anni, è stato il più piccolo deportato ebreo astigiano – salito sullo stesso convoglio di Primo Levi, fu uno di quei bambini caricati, all’arrivo ad Auschwitz, su un camion diretto alla camera a gas, poiché non utili al lavoro”, mentre la giornalista Nicoletta Cavanna aggiunge: “Lo spettacolo si nutre di verità, la restituisce in forma lirica, tiene sospeso lo spettatore, come un racconto giallo, e, grazie ad un’interprete dalla fortissima presenza scenica come Elena Formantici, non lascia neppure per un attimo indifferenti”.

Pubblicato da limontenews

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