PRENDE IL VIA LA STAGIONE DI PROSA DEL RINNOVATO TEATRO MARENCO DI NOVI LIGURE

Una ricca stagione teatrale di prosa per il rinnovato Teatro Romualdo Marenco di Novi Ligure, proposta dalla Fondazione Teatro Marenco, tramite la Presidente, Ada Caraccia e il Direttore Aristico, Giulio Graglia, in collaborazione con la Fondazione Piemonte dal Vivo.

La stagione teatrale è stata fortemente voluta anche dall’Amministrazione Comunale e rappresenta una tappa importante per l’ambito culturale novese, che ridà finalmente vita al teatro cittadino, appena restaurato dopo una lunghissima chiusura.

L’assessore alla cultura del Comune di Novi Ligure, Andrea Sisti, ha affermato: “Il programma che ci attende ha la qualità, la varietà e l’apertura alle esperienze internazionali necessarie per soddisfare anche il pubblico più esigente che, nell’atmosfera ottocentesca della sala, potrà apprezzare tanto la grande tradizione del teatro napoletano (con un classico di Peppino de Filippo, efficacemente riletto da Muscato) o il geniale Vivaldi, fatto rivivere dalla Spellbound Contemporary Ballet, quanto il più brillante teatro europeo, in particolare francese. Ed è bello sapere che – proprio sulla scia di autori di successo, come Pierre Chesnot, Eugéne Labiche e Nathalie Sarraute – ospiteremo a Novi Ligure compagnie di grande prestigio e attori tra i maggiori, come Massimo Dapporto, Umberto Orsini e Franco Branciaroli (qui diretti da un altro grande maestro della regia e della scenografia, Pier Luigi Pizzi), che riporteranno la città di Paolo Giacometti laddove merita di stare: ai vertici del teatro italiano”.

Il territorio del Novese e dell’Alessandrino è, ormai da tempo, un luogo di importanti produzioni artistiche, che hanno superato i confini regionali e che è sempre attento alla diffusione della cultura. L’assessore regionale alla cultura, al turismo e al commercio della Regione Piemonte, Vittoria Poggio ha detto: “l Piemonte è una terra di confine ricca di contaminazioni culturali virtuose che ne hanno caratterizzato l’evoluzione un po’ in tutti i campi, da quello religioso a quello artistico, da quello industriale a quello sociale. Ed è forse per questa ragione che si può definire un contesto in cui è possibile trovare gran parte delle radici italiane a cui hanno contributo con la loro opera esponenti della cultura e della politica, dell’industria e della società civile. Siamo in presenza, dunque, di un distretto culturale vivo e tra i più ampi nel panorama italiano, non a caso molto spesso accostato a un «laboratorio» luoghi di ricerca e da dove nascono intuizioni che poi vengono esportate e sviluppate anche in altre regioni: una ricchezza che nella costellazione dei suoi 1.081 Comuni, le amministrazioni locali assieme con la Regione cercano di tenere viva con concerti, spettacoli, rappresentazioni teatrali riuscendo fino ad ora nell’intento di allargare l’offerta ad un pubblico sempre più eterogeneo tenendosi al passo con la modernità senza tuttavia disperdere la tradizione ricevuta in eredità. Piemonte dal Vivo si può definire il braccio operativo di quella che è a tutti gli effetti un’azienda di promozione di nuove vocazioni che il Piemonte ospita con forza crescente, sapendo di poter cogliere in alcuni talenti molto spesso le tendenze che si faranno strada a livello nazionale e internazionale. Ora come allora il Piemonte continua a coltivare l’ambizione di fare da locomotiva italiana nella valorizzazione dei patrimoni artistici già acquisiti e di quelli che si affacciano per la prima volta sul mondo contemporaneo”.

Il Direttore di Piemonte dal Vivo, Matteo Negrin ha dichiarato: “A distanza di quasi due anni dalla prima chiusura degli spazi della cultura, siamo consapevoli di quanto assenza, incertezza, malattia, transitorietà, fragilità continuino a fare parte della realtà con cui ognuno è chiamato quotidianamente a confrontarsi. È per cercare di superare insieme le ferite del recente passato che Piemonte dal Vivo ha dedicato i suoi sforzi a costruire insieme al Comune di Novi Ligure e alla Fondazione Teatro Marenco una stagione di alto profilo per il teatro cittadino. Il Teatro, nella sua natura originaria e alla radice della sua vocazione ad essere rito collettivo, non ha mai smesso di interrogarsi sul senso dell’essere al mondo, sull’opportunità della vita anziché la morte: il Teatro è lo strumento a cui l’umanità che affaccia sul Mediterraneo ricorre da ventisei secoli per leggere e capire se stessa, e tocca ora a noi continuare a farlo insieme, per superare le ferite del recente passato e riappropriarci di uno spazio di verità indispensabile come non mai”.

Il programma della prossima stagione segnerà l’inizio vero e proprio delle future attività del Teatro Marenco, il cui Direttore Artistico, Giulio Graglia, augura per gli anni futuri: “Un ringraziamento corale: alla Regione Piemonte, alla Città di Novi Ligure, alla Fondazione Teatro Marenco, alle maestranze, ai collaboratori, al pubblico e a tutti coloro che negli anni si sono prodigati per non abbandonare il teatro a se stesso. Il nostro compito, che va ben oltre a tutto quanto si è detto, non finisce qui ma è rivolto al futuro del Marenco e al suo ruolo fondamentale nel contesto artistico italiano”.

Pubblicato da limontenews

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