“I RACCONTI DELLE VEGLIE”, LA SECONDA OPERA LETTERARIA DI LUIGI SPIOTA

Il mondo delle cose semplici ma straordinariamente importanti, legate ad una società che aveva il gusto della conversazione, sono l’oggetto del nuovo libro di storie di Luigi Spiota, varazzino di origini piemontesi, dal titolo “I racconti delle veglie”.

All’interno del libro Spiota racconta la saggezza contadina di una volta, che traeva il proprio humus dalla fatica delle generazioni, dell’Aristocrazia della terra, dove la vanga e la zappa erano le penne per scrivere il passato, dove le persone andavano in veglia, quando non c’era la televisione e si sentiva il bisogno di socializzare, nei paesi, nelle città e, soprattutto nelle campagne.

Dopo la cena era consuetudine andare dal vicino di casa, passare insieme un paio d’ore, chiacchierando del più e del meno, ripetendo antiche storie attorno alle stufe a legna, in una società dove i vecchi erano il centro dell’attenzione, dei preziosi scrigni di ricordi. In campagna ci si radunava al caldo delle stalle con i bambini in prima fila, con gli occhi sgranati prima di crollare a dormire.

All’interno de “I racconti delle veglie” Spiota ci propone sedici storie che ci portano nel cuore di una conoscenza arcaica, con storie e personaggi appartenenti ad uno spaccato umano accattivante, fatto di persone forgiate dal lavoro duro e appassionato, con un sottofondo di profumi di fieno e di mosto.

Tra le storie c’è Barona, una donna che guida carriaggi trainati da cavalli focosi trasportando ogni genere di merce, c’è Il platano di Garibaldi, La fuga di gas, La rivalsa del Contadino fino a Un uomo in mare… a Cantalupo, con Spiota che parla di cose locali con il suo animo solidale e il mondo linguistico nuovo.

Un bel libro, scritto con uno stile particolare, già espresso nella sua prima opera letteraria, Villombrosa, con richiami a Lionel Trilling ed Edmondo De Amicis, confermando uno stile e una bravura capaci di coinvolgere il lettore dalla prima all’ultima pagina. Il libro è pubblicato da Edizioni SMA di Cogoleto, con un’ottima elaborazione grafica e un’indovinata fonte di ricordi che hanno il sapore delle cose genuine di un tempo e che sono oggi una medicina per il presente.

Pubblicato da limontenews

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