REIS – RAIZ, AL TEATRO SPLENDOR DI OVADA IL DOCUFILM SUI PIEMONTESI D’ARGENTINA

Tra il XIX e la prima metà del XX secolo sono stati tantissimi i cittadini piemontesi emigrati in Sud America in cerca di fortuna e, tra le varie nazioni, l’Argentina è probabilmente quella che ospita la comunità più numerosa e importante. Il film documentario “Reis – Raiz, Piemontesi d’Argentina” ripercorre questa storia.

La presentazione ufficiale del docufilm si terrà mercoledì prossimo alle ore 21 nel Teatro Splendor di Ovada, alla serata interverranno il Sindaco di Ovada, Paolo Lantero, i vertici della Regione Piemonte e i rappresentanti della Fondazione Radici, organizzatrice dell’evento e del film.

Il film è stato realizzato dal gruppo musicale Cricca dij mes-cià Rèis-Raiz, e testimonia il viaggio nelle comunità di origine piemontese che vivono in Argentina, dove si tramandano le radici locali di padre in figlio e di generazione in generazione. Il film documentario è stato girato durante tutto il corso dell’anno 2019 e viene presentato in due serate, entrambe con ingresso gratuito, la prima appunto ad Ovada e la seconda, martedì 21 ad Alba.

L’evento di Ovada è anche la prima presentazione ufficiale al pubblico della Fondazione Radici, costituita lo scorso anno da quindici soci fondatori per far conoscere e tramandare alle nuove generazioni le memorie di Langhe, Roero e Monferrato. La Fondazione Radici, presieduta da Claudio Rosso, ha sede presso il Castello di Grinzane Cavour.

Il Sindaco di Ovada, Paolo Lantero, ha spiegato: “Due le questioni che a mio avviso rendono questa iniziativa e la stessa Fondazione molto importanti, la prima è relativa alle nostre tradizioni, al mantenerle vive e vivere con esse una vicinanza a chi ancora le ricorda e le sente sue; la seconda riguarda il tema assai attuale delle migrazioni, al dovere abbandonare il conosciuto per lo sconosciuto, sradicare i legami più profondi nella ricerca di una qualità di vita migliore. Tema che oggi non coinvolge i piemontesi e più generalmente gli italiani ma storia conosciuta nei secoli scorsi anche qui da noi, quindi il dovere etico morale ancorché umano della sensibilità, della attenzione, della accoglienza”.

Pubblicato da limontenews

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