GIULIA CORDASCO PRESENTA “DIARIO DI UN LAVORATORE STAGIONE”, LE AVVENTURE TRAGICOMICHE (MA VERE) NEL MONDO DEL LAVORO DI OGGI

Un racconto all’insegna dell’ironia che pone però l’attenzione su un problema serio e drammatico: il lavoro precario e lo sfruttamento dei giovani nel mondo del lavoro, questo è il tema del libro di esordio di Giulia A. Cordasco, nostra collaboratrice di Acqui Terme, che ha appena dato alle stampe “Diario di un lavoratore stagionale – tratto da un diario vero” pubblicato da Dialoghi Edizioni e che è disponibile nelle librerie e sui principali stores online.

L’idea di scrivere questo libro è nata per una coincidenza davvero particolare, ci spiega Giulia: “Due anni fa avevo accettato un lavoro presso un’importante struttura turistica nella nostra penisola. L’entusiasmo era alto, ma, quasi da subito mi sono resa conto di essere incappata in una fregatura, in poco tempo ho vissuto sulla mia pelle più di una situazione che se non l’avessi vissuta in prima persona non l’avrei mai ritenuta possibile – racconta Giulia Cordasco – stipendi che non venivano pagati in tempo, un contratto modificato dopo la mia firma e mansioni continuamente cambiate, il tutto facendomi persino arrivare a colpevolizzare me stessa, quando invece la proprietà stava cercando di trovare ogni modo possibile per mettermi a disagio e farmi dare le dimissioni volontarie, cosa che, ragionando, ho evitato di fare per molti fattori. A quel punto hanno trovato ogni scusa possibile per non farmi svolgere bene il mio lavoro”.

Una situazione che è andata avanti a lungo, tra mesi con stipendi non pagati, “fino a che – prosegue Giulia – una volta andata dal proprietario della struttura per reclamare quanto giustamente mi aspettava, lui mi è scoppiato a ridere in faccia, accusandomi di essermi inventata tutto.

Il clima all’interno della struttura era subito da tutti coloro che ci lavoravano, Giulia Cordasco ci racconta “ho visto delle cose assurde specialmente verso i ragazzi più giovani , quelli di diciotto, vent’anni, che per la prima volta entravano nel mondo del lavoro. Mobbing senza freni, ragazzi senza esperienza costretti a lavorare senza alcuna spiegazione o consiglio da mettere in pratica, penso ad esempio a servire ai tavoli di un ristorante gigantesco com’era, con esiti disastrosi. Ma c’era di peggio, ad esempio la mancanza di igiene, ricordo una ragazza che passò più di una settimana a dividersi tra la cucina del ristorante a lavare i piatti e i bagni dello stabilimento!”

La molla che ha fatto scattare in Giulia la voglia di raccontare questa tremenda esperienza di lavoro nasce nel momento in cui si è resa conto che il direttore dello stabilimento, in accordo con il proprietario della struttura, avevano licenziato una ragazza competente e molto carina solo perché era lievemente sovrappeso e “mica poteva stare a contatto con la gente una così” – si sentì rispondere quando chiese spiegazioni sul suo allontanamento. “Credo che sia spregevole giudicare la competenza di qualcuno in base al suo aspetto fisico – conclude – “In un mondo in cui l’apparenza e la superficialità sono all’ordine del giorno bisognerebbe ricordarsi di andare oltre ciò che si vede, soprattutto in mansioni dove si, è richiesto essere professionali, gentili e con un aspetto curato, ma non perfetti.”

Pubblicato da limontenews

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