IN VIAGGIO CON EZIO – LA COLOMBIA (PRIMA PARTE)

Ed eccoci a parlare del viaggio in Colombia: un viaggio veramente intenso per i continui spostamenti, ma certamente interessante per la varietà di situazioni, ambienti, persone che si incontrano, paesaggi che si modificano, La Colombia è stata una bella scoperta: dopo tanti anni di cattiva fama, tra narcotrafficanti, guerriglia e paramilitari, il paese sembra stia tornando rapidamente alla normalità, con tanta gente cordiale e disponibile verso i turisti.

Il viaggio cerca di dare un’idea delle diverse zone del paese: alcune turistiche, altre meno, con un accento particolare su storia, archeologia e natura. Il viaggio si può suddividere in queste zone:

  • Bogotà, dove è possibile visitare, oltre alla città, anche le vicine Zipaquirà e Villa de Leyva
  • San Agustin, zona collinare piena di reperti archeologici, e in particolare di statue di pietra di grandi dimensioni
  • Cartagena città coloniale sulla costa nord del paese
  • La Guajira, penisola desertica nell’estremo nord est, con partenza da Riohacha
  • Parque Tayrona, a ridosso del mare e della Sierra Nevada, vicino a Santa Marta
  • Trek della Ciudad Perdida, nella Sierra Nevada, con partenza da Santa Marta.

La Colombia è un paese multietnico e multiculturale per gli apporti più diversi verificatisi nel corso dei secoli: abitata originariamente da grandi gruppi indigeni (Tairona, Wayu, Kogui), con la conquista degli Incas nel 1.400, ha visto poi l’arrivo dei colonizzatori spagnoli, di pirati inglesi e francesi, di schiavi africani, di europei giunti qui in cerca di fortuna. Ha ottenuto l’indipendenza dalla Spagna nel 1819 (Simon Bolivar). La Colombia è una Repubblica Presidenziale dell’America meridionale, che conta una superficie di 1.142.000 km.q. (Italia 320.000) con oltre 52 milioni di abitanti – Bogotà, la capitale, con 8 milioni.

DURATA

23  giorni è 5 trekking (facoltativo)

PERIODO

Tutto l’anno – consigliati i mesi di gennaio – febbraio

PERNOTTAMENTI

Alberghetti

TRASPORTI

bus a nolo con autista

PASTI

Ristorantini

DIFFICOLTÀ

itinerario intenso – trekking molto impegnativo

VISTI E VACCINAZIONI

Per i paesi dell’America Latina non occorrono visti. Il passaporto deve avere una validità residua di almeno 3 mesi dal giorno di partenza ed essere in buone condizioni.

Lasciamo Bogotà in direzione nord per visitare alcuni interessanti villaggi coloniali: Raquira, capitale colombiana della ceramica, Chiquinquira con l’imponente cattedrale ed infine Villa de Leyva: fondata nel 1574, e conserva ancora oggi sia la sua vecchia struttura urbanistica, sia la tranquillità e las cortese accoglienza dei suoi abitanti. Effettuiamo alcune escursioni in questa zona che ci permettono di visitare un osservatorio astronomico e l’interessante convento di Ecce Homo. Con alcune coincidenze aree siamo a Neiwa per poter arrivare al piccolo, ma bellissimo deserto di Tatacoa: una facile escursione a piedi ci permette di meglio apprezzare i canaloni e le pareti rocciose modellate dalla pioggia e dal vento.

Proseguiamo il nostro itinerario e giungiamo, dopo un viaggio sempre su strade sterrate e in continuo rifacimento, a Tierradentro: il secondo sito archeologico più importante della Colombia. Questo sito è famoso per le elaborate tombe sotterranee, scavate nella roccia vulcanica, affrescate con disegni geometri di colore rosso e nero: alcune arrivano fino a 9 metri di profondità e sono sorrette da massicci pilastri. Abbaino utilizzato una guida locale per poter visitare le tombe più importanti poiché poco visibili e sparse su una vasta superficie intorno al villaggio.

Sempre via terra, sempre strade sterrare, dopo 6 ore arriviamo a San Augustin un’area collinare in cui sono presenti le zone archeologiche più importanti della Colombia. All’interno di questo territorio sono state scoperte oltre 500 statue antropomorfe, alcune realistiche altre sembrano mostri mascherati, nonché statue di animali che risalgono a circa 5.000 anni fa. Non si sa nulla delle popolazioni che abitarono questi luoghi poiché non avevano un linguaggio scritto.

Molti i siti da vistare, sempre accompagnati da una guida locale che ci permette di meglio apprezzare i numerosi gruppi scultorei che vediamo; dedichiamo a questa zona due giorni, il minimo, e riusciamo a vedere: il Parco Archeologico – El Tablon – El alto de Lavapatas – El alto de los indios, senza tralasciare il museo Etnografico.

Sempre con un trasferimento aereo, direzione nord ovest, siamo a Cartagena: regina indiscussa della costa caraibica, splendidamente conservata all’interno di una imponente cerchia di mura (lunga 13 km) che risale al periodo coloniale. Il centro storico, Patrimonio dell’Umanità, è un labirinti di vicoli acciottolati, sovrastati da balconi fioriti, e con numerose chiese monumentali.

I due giorni che abbiamo dedicato a questa bellissima città ci hanno permesso di vedere le cose più significative della sua storia, ma anche di apprezzare le piccole cose del girovagare, anche senza una meta precisa, in un ambiente tranquillo e sicuro. Una città vivace e organizzata per il turismo.

I luoghi di interesse, da non perdere a Cartagena, all’interno delle mura:

Porta dell’orologio: Costruita nel se­colo XIX sulle mura, costituiva l’accesso principale alla città vecchia.

Piazza delle Carrozze: La statua del fondatore Pedro de Heredia domina questa piazza in cui si realizzava il commercio degli schiavi. Circondata da case signorili cinte di balconi di legno,

Chiesa e convento di San Pedro Claver: furono costruiti nel secolo XVII dai religiosi della Compagnia di Gesù.

Museo d’Arte Moderna

Museo de l’Oro

Palazzo dell’Inquisizione:i locali e le stanze che ne fanno parte furono le celle e le camere di tortura all’epoca della Colonia. Il tribunale dell’In­quisizione o del Sant’Uffizio era adibito alla repressione dell’eresia e mai pronunciò un verdetto d’assoluzione.

Fuori dalle mura:

Castello di San Felipe: rap­presenta la più grande fortezza militare spagnola nel Nuovo Mondo, edificata nel 1536.

La Popa – Convento de la Candelaria: nel secolo XVII il Capitolo di Cartagena decise di fondare in cima al colle un monastero, allo scopo di attirare i fedeli.

Lasciamo a malincuore Cartagena, sempre verso nord per raggiungere Santa Marta, la penisola desertica della Guijara, il parco Tajrona, per finire con il trekking alla Ciudad Perdida, ma di tutto questo parleremo la prossima volta.

Pubblicato da limontenews

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