IL BILANCIO DELL’ANNATA AGRARIA 20-21 DI CONFAGRICOLTURA PIEMONTE, CONDIZIONATA DA GELATE E SICCITA’

Si è tenuta ieri la Conferenza Stampa di Confagricoltura Piemonte, alla presenza del Presidente nazionale, Massimiliano Giansanti. Il bilancio tracciato dall’organizzazione agricola rileva produzioni in calo e prezzi in aumento per quanto riguarda i cerali e le oleaginose, con perdite significative di raccolti anche per prati, erbai, medicai e ortofrutta, quasi azzerata la produzione di miele e redditività sempre più scarsa per gli allevamenti zootecnici, unica nota positiva viene dalla vendemmia, quest’anno eccellente.

Le condizioni climatiche dell’annata agraria 2020-21, caratterizzate da un inverno mite, una primavera piovosa ma con temperature fortemente altalenanti e, soprattutto, una serie di gelate tardive, con un’estate calda e particolarmente asciutta e un autunno nuovamente mite, questo il quadro riassuntivo dell’annata agraria 2020-21, caratterizzata da una lunga siccità che ha interessato soprattutto il Piemonte meridionale.

La carenza idrica è stata sofferta soprattutto dalle coltivazioni erbacee, dai prati, medicai ed erbai, che hanno ridotto in modo significativo le produzioni, mentre le coltivazioni legnose, in particolare i frutteti e i vigneti hanno retto meglio, limitando il quantitativo dei raccolti che si è rivelato però di buona qualità.

Il bilancio dell’annata agraria, tracciato dalla Conferenza Stampa a cui hanno partecipato il Presidente di Confagricoltura Alessandria, Luca Brondelli e il Direttore della stessa, Cristina Bagnasco, ha anche fatto emergere un calo della produzione del 10 per cento di grano tenero, dal 30 al 40 per cento per il mais e cali minori per quanto riguarda l’orzo, sempre a causa della lunga siccità estiva.

Da segnalare l’andamento positivo dei prezzi dei cereali, aiutati dai rincari delle materie prime a livello mondiale che, però, hanno messo in difficoltà la zootecnia, a causa del forte aumento dei costi energetici e dei mangimi. Per quanto riguarda la produzione risicola appare anch’essa in leggero calo, ma bisogna aspettare ancora qualche settimana per avere un quadro preciso, ma comunque di buon livello.

Le buone notizie sono arrivate dai vigneti piemontesi, che hanno regalato una vendemmia di ottima qualità anche se non abbondate, con un calo della produzione di circa il 10 per cento rispetto all’anno scorso.

Per quanto riguarda invece i frutteti, le gelate di aprile e il forte caldo alternato a violenti temporali d’estate hanno danneggiato le fioriture e poi il raccolto dei frutteti, con enormi cali per la produzione di pere, di pesce, di susine e di kiwi, di albicocche e, in misura minore, per ciliegie e mele. Produzioni ridotte ma di ottima qualità per quanto riguarda le fragole ed i piccoli frutti di bosco. Annata molto favorevole per il castagno che, però, sconta gli effetti di una scarsa domanda a livello economico.

Il settore orticolo ha visto la meteo condizionare anche le coltivazioni in pieno campo, mentre è soddisfacente l’andamento del mercato, con prezzi in sostanziale tenuta. La prolungata siccità e il clima torrido dei mesi estivi hanno provocato problemi di produzione per prati, erbai e medicai, con perdite di raccolto dal 30 al 40 per cento.

Sul fronte della zootecnia si rileva un forte calo di redditività, causato dall’andamento dei costi di produzione, in pesante difficoltà, soprattutto, gli allevamenti avicoli, forti consumatori di cereali e proteoleaginose. Preoccupazioni arrivano a causa della pressione delle produzioni estere sul mercato dei bovini da carne, che continuano a scontare prezzi bassi all’origine, e continuano a permanere basse le quotazioni del latte alla stalla, con prezzi stazionari che penalizzano gli allevatori. Male anche per quanto riguarda i suini, dove si è verificata un calo significativo dei prezzi, inferiori dell’1.13 per cento rispetto all’anno scorso.

Male infine anche l’apicoltura, che ha scontato un’annata agricola particolarmente sfavorevole, le numerose avversità meteorologiche hanno causato una forte riduzione, quando non addirittura il vero e proprio azzeramento, delle rese dei mieli primaverili più importanti, e compromesso anche le produzioni estive.

Pubblicato da limontenews

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