IN VIAGGIO CON EZIO – LA GIORDANIA (SECONDA PARTE): ALLA SCOPERTA DI PETRA, LA CITTA’ ROSA

La seconda parte del racconto di viaggio di Ezio Balostro in Giordania, nel cuore del Medio Oriente, paese ricchissimo di testimonianze storiche millenarie e di tesori archeologici.

Pubblichiamo l’articolo eccezionalmente di sabato in quanto lunedì è festa e il sito non sarà aggiornato. Qui la prima parte: https://limontenews.wordpress.com/2021/10/25/in-viaggio-con-ezio-la-giordania-prima-parte/

Tra la sabbia e le rocce della Giordania, nascosta in un canyon a 250 chilometri da Amman, si nasconde Petra, la perla del deserto: un sito archeologico considerato una delle sette meraviglie del mondo moderno (2007), tanto che dal 1985 fa parte del patrimonio Unesco:  è uno scrigno che conserva 2000 anni di storia.

Nacque come insediamento degli Edomiti e poi divenne capitale dei Nabatei, un’evoluta civiltà  di guerrieri e commercianti che intratteneva rapporti con i popoli del Mediterraneo. Conquistata dai romani, Petra nei secoli successivi venne influenzata dai bizantini e poi, tra il VII e l’VIII secolo, flagellata da terribili terremoti,  abbandonata e dimenticata.

Venne riscoperta nel 1812 dall’esploratore svizzero Johann Ludwig Burckhardt che si incamminò sulla strada che porta da Damasco all’Egitto passando per la Giordania. Possiamo solo immaginare la meraviglia che colse questo viaggiatore quando, dopo un cammino percorso tra le montagne del Wadi Araba, si trovò davanti l’entrata della città, detta “Il Tesoro del Faraone”,  considerata l’immagine simbolica di Petra. 

Le architetture del sito sono un raffinatissimo e sbalorditivo connubio di saperi e culture visto che il luogo comprende oltre 800 monumenti.  Le vie polverose conducono il visitatore alla scoperta di templi, teatri, monasteri, strade, terme e tombe che si stagliano imponenti tra le pareti rocciose dei monti circostanti.

Dopo un chilometro e mezzo di cammino tra le incantevoli e imponenti pareti del canyon – Il Siq -, un antico letto fluviale, profondo fino a 200 metri, appare ”Il Tesoro del Faraone” alto 43 metri e largo 30 metri,costruito dai nabatei: la facciata di una tomba monumentale, minuziosamente cesellata nella roccia della montagna, risalente al I secolo a.C.

Il secondo monumento più famoso di Petra è il Monastero, 150 metri di larghezza per 45 metri di altezza, scavato nella roccia e costruito tra il II e il I secolo a.C. per ospitare le spoglie del re nabateo Obotas. Il Monastero è stato così ribattezzato poiché al suo interno sono state rinvenute diverse croci risalenti all’epoca bizantina e quindi forse utilizzato come chiesa. Per visitare questa meraviglia bisogna essere animati da un po’ di curiosità e lasciare da parte la pigrizia: il sito è raggiungibile dopo 45 minuti di cammino tra scalinate (800 gradini) e salite: dall’alto la vista è mozzafiato, specialmente al tramonto.

Altri monumenti da non perdere sono:

  • il mastodontico anfiteatro romano, che accoglieva 8.000 spettatori, scavato nella roccia, consiste in tre diverse file di sedute e si tratta dell’unico teatro al mondo scolpito nella roccia.
  • le tombe reali: le costruzioni funerarie sono in gran parte ricavate nell’arenaria, una roccia sedimentaria: una caratteristica particolare di queste arenarie è la variazione del colore, con sfumature dal giallo ocra al rosso fuoco al bianco, dovute alla diversa concentrazione degli ossidi durante il lungo processo di consolidamento. All’interno delle falesie del massiccio sono state scavate alcune delle più belle e importanti tombe di Petra:
  • Tomba dell’urna: Costruita nella seconda metà del I secolo d.C., per il re Areta IV († 40 d.C.) o per suo figlio, Malichus II († 70 d.C.), dispone di un’enorme terrazza e un maestoso porticato dorico, intagliato nella roccia. nel 447 fu trasformata in cattedrale ed in epoca bizantina fu aggiunto anche il doppio ordine di volte.
  • Tomba di Seta: presenta straordinarie venature della roccia, sia rosa che bianche e anche gialle.
  • Tomba Corinzia: di stile ibrido. La parte inferiore è un portico di chiara ispirazione nabatea, mentre gli elementi decorativi del livello superiore risentono degli influssi dell’arte ellenistica, che presenta capitelli corinzi che danno il nome alla tomba.
  • Tomba del Palazzo: imitazione di un palazzo romano o ellenistico di tre piani. la parte superiore sinistra del palazzo è stata costruita anziché scavata, perché la parete di roccia non era sufficientemente estesa. le camere funerarie sono molto semplici.
  • l’altare del sacrificio: l’altare, si trova in cima allo jebel Madbah, che i nabatei spianarono per ottenere una piattaforma, con canali di scolo per far defluire il sangue degli animali sacrificati. L’ingresso è delimitato da due obelischi, di oltre 6 metri, non riportato ma scavati dalla roccia. Al centro vi è l’altare circolare, con accanto i catini di pietra contenenti l’acqua per lavarsi e purificarsi.
  • il tempio grande: il tempio, dedicato al culto di divinità nabatee, era stato costruito nel I secolo a.C. e sebbene fosse stato danneggiato da un terremoto fu utilizzato sino al tardo periodo bizantino. Al tempio si accede tramite una rampa che conduce a monumentali  porticati e dopo una seconda rampa si arriva al cortile sacro inferiore, delimitato a est e a ovest da un triplo colonnato. Il livello superiore del complesso ospitava il recinto sacro del tempio. Il tempio in origine era alto 18 metri ed il recinto sacro misurava 40 per 28 metri

Il top del viaggio – Petra

Petra è il luogo che fa parte dell’immaginario di ogni viaggiatore, un crocevia di tradizioni e culture da visitare almeno una volta nella vita, per provare l’emozione di essere avvolti da un un’aura di misticismo e scoprire la grandezza delle antiche civiltà del Medio Oriente.

Da non perdere – Wadi Rum

Assolutamente da non perdere l’escursione nel deserto del Wadi Rum, anche se limitata ad un solo giorno permette di apprezzare il suo paesaggio desertico di straordinaria bellezza: i colori cambiano continuamente in relazione all’angolazione del sole creando panorami sempre diversi.

Il tè nel deserto

Buonissimo e molto scuro, fortissimo, servito bollente, utilissimo per lenire la sete, sempre offerto ai turisti, modo per entrare in empatia con le persone, caratteristica la sua preparazione nel deserto. La sua particolarità è la presenza delle foglie di menta al suo interno che ne caratterizzano l’aroma ed il sapore.

Cosa è capitato – polizia turistica

Nei siti archeologici è sempre presente la polizia turistica giordana che controlla i gruppi; alla Cittadella di Amman, siamo stati fermati ed interrogati rispetto alla mancanza di una guida ufficiale giordana per il gruppo – obbligatoria se si è oltre 10 persone. Non sapevamo di questo aspetto relativo ai gruppi, quindi abbiamo dato risposte generiche, garantendo che avremmo provveduto durante le visite dei prossimi siti archeologici. Per evitare difficoltà, che magari possono essere molto spiacevoli, meglio entrare ed uscire individualmente.

L’imprevisto – Karak

L’itinerario di viaggio prevedeva la visita al castello crociato di Karak nel pomeriggio; purtroppo non controllando l’orario di chiusura per l’entrata al castello siamo arrivati troppo tardi e non siamo stati autorizzati ad entrare. Abbiamo modificato parzialmente il programma del ritorno da Aqaba, per poter inserire nuovamente la visita al castello. Puntuali ci presentiamo alla porta di accesso, ma anche questa volta troppo tardi !!! Dal giorno prima era entrata in vigore l’ora legale e quindi l’accesso era già chiuso. Questo insegna che durante un viaggio tutti i dettagli devono essere controllati nella preparazione dell’itinerario e ricontrollati sistematicamente sempre alcuni giorni prima.

Libri:

CARANZANO Sandro, Giordania. Una terra magica percorsa dalla storia, Polaris. La Giordania nell’antichità, più che un territorio unitario rappresentò un’area di confine tra diverse importantissime entità: la Persia e l’Assiria a est, il mondo arabico a sud, il mondo romano-bizantino a ovest. La guida, individua sette itinerari molto accurati, fornendo un censimento quanto mai completo dei centri, dei siti archeologici e naturalistici presenti sul territorio.

MUNIF ‘Abd Ar-Rahman, Storia di una città, Jouvence. Uno splendido ritratto di Amman degli anni quaranta: città giordana e cosmopolita, musulmana e cristiana, abitata da arabi e circassi, turchi, curdi e armeni.

TELLER Matthew, Giordania, Rough Guides, Feltrinelli. Tra le più seducenti destinazioni del Medio Oriente, la Giordania rappresenta una meta ideale per gli appassionati di storia. La capitale Amman non è da trascurare come base ottimale per escursioni in giornata. L’affascinante Petra, le rovine delle città costruite dagli antichi romani, i castelli dei crociati o i luoghi citati nei libri della Bibbia riempiono di meraviglia.

AAVV, GiordaniaGuide verdi Touring. 2 volumi in 1. 7 itinerari di visita introdotti da una panoramica sul territorio, l’arte, la storia e la cultura, oltre 100 foto a colori, 21 tra carte e mappe e una sezione con tutte le indicazioni per organizzare il viaggio. In più centinaia di indirizzi utili, informazioni pratiche, dove dormire e mangiare, consigli per il tempo libero, negozi e mercati per lo shopping, segnalazioni di eventi e manifestazioni.

Pubblicato da limontenews

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