MONTEBRUNO E LA VAL TREBBIA HANNO RICORDATO IL VOLO DI SOPHIE BLANCHARD

Montebruno e la Val Trebbia celebrano, come ogni agosto, il leggendario volo in mongolfiera di Sophie Blanchard, storico evento che, all’epoca, fu visto dalla popolazione locale come un qualcosa di quasi soprannaturale!

Il 2 marzo del 1784 Jean Pierre Blanchard, aeronauta e inventore geniale, appassionato degli esperimenti dei fratelli Mongolfier e della loro apparecchiatura volante si innalzò dal Campo di Marte a Parigi con il suo aerostato chiamato “Vaisseau volant”. Il 7 gennaio del 1785 progettò l’attraversamento della Manica per giungere fino in Inghilterra, la traversata non fu facile ma riuscì ad atterrare, festeggiato da tutta la popolazione, compiendo un’impresa entusiasmante, il cui ricordo si è tramandato nelle future generazioni.

Nel 1794 sposò una contadina di Trois Canons, nei pressi di La Rochelle di nome Sophie, nel 1804 ella iniziò ad accompagnare il marito nelle sue ascensioni. Tuttavia nel 1808 Jean Pierre Blanchard rimase paralizzato a causa di una lunga malattia e morì l’anno seguente. Sophie decise di seguire l’esempio del marito, diventando l’aeronauta più cara al pubblico, si esibiì in spericolati esperimenti, quasi sempre da sola, spesso in occasione di eventi importanti.

Sophie Blanchard venne descritta come una donna particolarmente audace dai giornali dell’epoca. Nel 1811 in occasione della Festa dell’Imperatore il 15 agosto partì con un’ascensione da Milano diretta a Torino, il volo tuttavia si concluse a Montebruno, il piccolo centro della Val Trebbia. Il Sindaco di Montebruno dell’epoca, narrando quanto accaduto al Ministro dell’Interno del Regno d’Italia raccontò che nella mattina del 16 agosto, i paesani, che videro la macchina volante pensarono ad un miracolo dal cielo, alcuni credettero di aver visto la Vergine Santissima altri dei ladri rifugiati nel bosco! Sophie Blanchard rimase ospite per tutto il giorno del Sindaco Barbieri, la mattina del 17 agosto raggiunse Torriglia dove venne accolta dal Curato che le diede una lettera di presentazione per il Prefetto del Dipartimento di Genova, la sera giunse a Genova e nei giorni successivi raggiunse finalmente Torino dove l’eco della sua avventura era ormai diventato di dominio pubblico tra le persone.

Negli anni successivi le cronache raccontarono delle sue imprese, che a volte non ebbero conclusioni tranquille, come il pauroso incidente di Nantes, dove cadde in una palude. Tra le curiosità si racconta che Sophie Blanchard, amante del volo, pativa terribilmente viaggiare in carrozza!

Il 6 luglio del 1819 avvenne la tragedia: in occasione di una festa fece un’ascensione dai Giardini di Tivoli a Parigi, con una folla numerosa e vivace, per l’occasione oltre alle fiamme dei bengala e alla pioggia d’oro sotto il suo pallone aveva portato nella navicella una miccia accesa, per infiammare un secondo fuoco d’artificio, collegato ad un paracadute, un lampo tuttavia colpì la mongolfiera, che urtò il tetto di una casa e Sophie Blancard precipitò sulla strada, la morte fu immediata.

Sophie Blancard è sepolta nel Cimitero di PèreLachaise, dove sulla sua tomba si trova l’epitaffio “Victime de son art e de son intrépidité”.

Pubblicato da limontenews

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