SLOW FOOD INTERVIENE IN MERITO AI “SUPERFOOD”, IL MIGLIORE E’ IL CIBO LOCALE SANO E DI QUALITA’

Da qualche tempo, negli scaffali dei supermercati, sono comparsi alcuni cibi che vengono definiti “superfood”, ma cosa sono? Slow Food interviene su questo argomento, iniziando a specificare che questi alimenti provengono dall’altra parte del mondo e gran parte del loro successo si deve al marketing e alle campagne di comunicazione ad hoc.

Tra i “superfood” più conosciuti ci sono le bacche di Goji, lo zenzero, la curcuma e il guaranà, Anna Patrizi Ucci medico del Comitato Esecutivo di Slow Food spiega che il consumo di questi “superfood” è in crescita da alcuni anni, tuttavia, anche se questi alimenti rivelano un’attenzione maggiore alla salute paradossalmente rischiamo un cortocircuito: “applicando le logiche del mercato a un tema che ha a che fare con la salute, ovvero producendo con un approccio di tipo industriale e stimolando quindi il consumo si rischia di vanificare la loro funzione rispetto alla salute stessa. Allo stesso modo, ne risente anche l’ambiente” questo avviene perché questi “superfood” per essere coltivati necessitano di sistemi particolari di coltivazione.

Il potere nutrizionale degli alimenti è strettamente dipendente dall’ambiente di origine e questi “superfood” sono davvero tali solamente se derivano da coltivazioni naturali, se sono stagionali e se il sistema commerciale rispetta il loro ciclo vitale. Per funzionare correttamente il corpo ha bisogno di determinati micronutrienti e l’uomo, ad ogni latitudine, ha imparato a reperirli nel proprio ambiente.

Il vero “superfood” sottolinea Slow Food, è il cibo locale di qualità, che viene prodotto attraverso metodi tradizionali e cucinato secondo le ricette affinate nel corso del tempo, i Presidi Slow Food, cioè tutte quelle produzioni locali che rispettano rigidi disciplinari, sono a tutti gli effetti dei “superfood” che fanno bene alla nostra salute.

Pubblicato da limontenews

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