COLDIRETTI LIGURIA, BENE IL RECUPERO DEI PICCOLI BORGHI COME VOLANO PER LA RIPARTENZA

Coldiretti Liguria commenta positivamente il piano di ripartenza elaborato del Ministro della Cultura, Dario Franceschini. Grazie alla somma prevista per il rilancio dei piccoli borghi, pari a 1,65 miliardi di Euro sarà possibile infatti salvare l’immenso patrimonio edilizio rurale italiano, composto da malghe, cascine, fattorie, masserie e stalle che rischiano il degrado.

Gli italiani, in quest’anno di difficoltà, sono tornati ad apprezzare e a guardare alla campagna appena fuori città, non più solamente come meta delle gite fuori porta ma come vero e proprio stile di vita, per godere di spazi abitativi più ampi e maggiore sicurezza e benessere.

Proprio il recupero di questi borghi rappresenta un’occasione per poter alleggerire la pressione demografica sui grandi centri urbani, interrompendo finalmente il consumo di suolo e la cementificazione in territori sempre più fragili.

Lo stanziamento di fondi destinati anche per il recupero degli edifici rurali, dai casali ai depositi, dai rustici alle stalle dismesse – hanno detto il presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il delegato confederale Bruno Rivarossa – non rappresenta solo la possibilità di salvare un immenso patrimonio edilizio, ma anche un’occasione importante per recuperare fabbricati spesso abbandonati e salvare l’architettura rurale che dà forma al paesaggio ed esprime l’identità dei luoghi in una relazione di integrazione tra i sistemi produttivi locali e la conservazione della biodiversità agricola. Un’opportunità per rivitalizzare le aree interne anche della nostra regione, valorizzando l’identità territoriale e i sistemi produttivi locali. In Liguria i comuni sotto i 5mila abitanti sono 183 e rappresentano circa il 78% del totale ed hanno un ampio margini di accoglienza residenziale in un paesaggio fortemente segnato dalle produzioni agricole, dalle colline pettinate dai vigneti agli ulivi secolari, dai verdi pascoli ai terrazzamenti, che contrastano il degrado ed il dissesto idrogeologico. È ora più che mai importante però superare i ritardi sulle infrastrutture telematiche cercando di colmare il digital divide che spezza il Paese fra zone servite dalla banda larga e altre no, fra città e campagne, per far esplodere le enormi risorse che il territorio può offrire”.

Pubblicato da limontenews

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