RICORRONO OGGI I 160 ANNI DALL’UNITA’ D’ITALIA

Oggi 17 marzo l’Italia compie ufficialmente centosessant’anni. La proclamazione ufficiale del Regno d’Italia avvenne infatti con la legge n.4671 del 17 marzo 1861 con cui Vittorio Emanuele II, Re di Sardegna, divenne ufficialmente il sovrano della nuovo stato appena costituito.

L’obiettivo dell’unità d’Italia, di cui si discuteva da oltre un secolo, nel 1859-60 era ormai stato raggiunto. Nel 1859 vennero organizzati dei plebisciti nel Granducato di Toscana e in tutto lo Stato Pontificio ad eccezione del territorio di Roma. Il 3 novembre del 1860, dopo lo sbarco di Giuseppe Garibaldi e dei mille, un nuovo plebiscito sancì l’annessione del Regno delle Due Sicilie al nuovo Regno d’Italia.

Fino al 1859 il Regno di Sardegna comprendeva il territorio degli attuali Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, parte dell’Emilia e Sardegna, nonché quello di tre province a maggioranza linguistica francese (Annecy, Chambery e Nizza) cedute da Vittorio Emanuele II a Napoleone III di Francia in cambio dell’aiuto contro l’esercito Austro-Ungarico e del nulla osta all’annessione della Toscana, della Romagna e dell’Italia centrale.

Avvenne quella che venne definita dagli storici dell’epoca come la “Piemontizzazione” cioè l’adozione della politica e delle leggi del Regno di Sardegna a tutto il territorio nazionale.

Il primo parlamento del Regno d’Italia si riunì a Palazzo Carignano a Torino, sede del Parlamento Subalpino del Regno di Sardegna e fu naturale la scelta di Torino quale capitale del nuovo stato, tuttavia in via provvisoria, nel 1865 infatti si spostò la capitale a Firenze, per ragioni ben precise.

Il nuovo stato infatti comprendeva i territori dell’ex Regno di Sardegna, del Granducato di Toscana, di buona parte dello Stato Pontificio e del Regno delle Due Sicilie, mancavano tuttavia ancora il Lombardo-Veneto sotto la dominazione austriaca e soprattutto Roma, ancora gestita dal potere temporale del Papa Pio IX, considerato un pontefice reazionario.

Sia il Re Vittorio Emanuele II che Giuseppe Garibaldi consideravano impossibile non annettere Roma al nuovo stato e farne la capitale, cosa che avvenne solamente nove anni dopo, nel 1870.

Tuttavia il 17 marzo nonostante sia stata fin da subito proclamata come Festa Nazionale non divenne mai un giorno festivo, con le celebrazioni solitamente spostate alla domenica vicina, celebrazioni solenni sono avvenute nel 1911 in occasione del cinquantenario, nel 1961 in occasione del centenario e nel 2011 in occasione dei centocinquant’anni.

Il processo di unificazione dello stato italiano fu invece più lunga, nel 1866 a seguito della terza Guerra d’Indipendenza il Lombardo-Veneto (ad eccezione di Trento e Trieste) venne annesso al nuovo stato e nel 1870, dopo la breccia di Porta Pia, anche Roma che divenne da subito capitale, Trento e Trieste furono annessi solamente nel 1918 dopo la I guerra mondiale.

Pubblicato da limontenews

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