QUANDO GLI INGLESI VOLEVANO UCCIDERE MUSSOLINI, ANCHE ARQUATA VENNE COLPITA DURAMENTE

Gli Arquatesi più anziani ricorderanno il bombardamento di precisione scatenato dai bombardieri inglesi sulle centrali elettriche di Arquata Scrivia, San Polo d’Enza, Reggio Emilia e Bologna con 12 “Lancaster” del 617°Squadron e 12 di un altro reparto. Ma perché gli Inglesi bombardarono proprio Arquata? Conoscevano bene la nostra cittadina in cui vent’anni prima avevano stabilito la loro base, pertanto l’importanza del nodo ferroviario, quale epicentro del triangolo industriale ( MLANO- GENOVA TORINO-GENOVA). Colpendo Arquata si colpivano due linee. Lo stesso comandante Steven era stato anche al comando delle truppe di stanza a Arquata nella prima Guerra Mondiale.

Nella notte del 16 luglio 1943 il maresciallo dell’aria inglese Sir Arthur Harris, capo del comando bombardieri, invia sull’Italia i bombardieri nell’ambito di un piano messo a punto nei minimi particolari, volto a bombardare Palazzo Venezia e Villa Torlonia per uccidere Mussolini. Harris scrive a Winston Churchill un messaggio per chiedere l’autorizzazione a tentare di bombardare Mussolini nel suo ufficio di Roma e simultaneamente nella sua residenza di Villa Torlonia, nel caso quella mattina il duce sia in ritardo, utilizzando lo Squadron di “Lancaster 617”, il più spericolato della RAF, specialista in attacchi a volo radente. Poco al di sopra dei tetti avrebbe potuto distruggere i due edifici senza fare molto danno. La proposta sconcerta Churchill che si consiglia con il suo pupillo Anthony Eden , ministro degli esteri, ottenendo un esortazione a trascurare il progetto, essendo l’obiettivo troppo difficile per giustificare un tentativo militare. Churchill si dichiara d’accordo. Ma la non autorizzazione a attaccare Mussolini non perviene in tempo e così l’operazione comincia.

Due “Lancaster” su 24 vengono abbattuti e i superstiti volano a Blida, in Algeria, perché da quella base avrebbe dovuto svolgersi, secondo i piani di Harris, il duplice attacco a Palazzo Venezia e a Villa Torlonia. Fermata all’ultimo momento l’operazione “DUX” gli aerei sono lasciati a impigrire al sole dell’Africa e la sera del 24 luglio, carichi di arance e di pompelmi algerini, ma soprattutto di 85 tonnellate di bombe, ripartono da Blida per tornare ai loro aeroporti britannici.

Le bombe sono sganciate su Livorno che subisce danni ingenti: circa 320 edifici vanno distrutti con centinaia di vittime. L’incursione viene compiuta nella notte del 25 luglio 1943, proprio quando Mussolini cade in disgrazia nel corso di una seduta a Palazzo Venezia e esautorato dal Gran Consiglio del Fascismo per poi essere arrestato per ordine del Re.

DALLA RIVISTA “ STORIA ILLUSTRATA” N. 308 LUGLIO 1983 A. MONDADORI EDITORE

Pubblicato da limontenews

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