IL MONITORAGGIO ANNUALE DELLA FLAVESCENZA DORATA NEI VIGNETI PROVINCIALI

La Flavescenza dorata è ancora presente nelle aree viticole della Provincia e provoca danni non solamente alla produzione di uve di alta qualità, come quelle delle aree vinicole alessandrine, ma anche al patrimonio viticolo stesso, simbolo di territorio, paesaggio, turismo enogastronomico di eccezionale importanza sociale ed economica.

La Flavescenza dorata è una malattia da fitoplasmi, organismi privi di parete cellulare, che viene trasmessa dalle viti infette a quelle sane tramite il Scaphoideus titanus, originario del Nord America che si è diffuso a partire dagli anni Cinquanta in Europa, dapprima in Francia e poi anche in Italia. A partire dal 1998 è una presenza fissa nei vigneti alessandrini e piemontesi e non è stato possibile eradicarla dai vigneti.

La difesa della vite dalla Flavescenza dorata è indiretta, la fitoplasmosi non è curabile e l’unico modo di difendere la vite è il controllo dell’insetto vettore con interventi mirati.

A partire dal 2000 in Italia è in vigore il Decreto di Lotta obbligatoria che viene aggiornato ogni anno dal Settore Fitosanitario Regionale, che ha recentemente confermato le modalità in vigore da alcuni anni, fissando in almeno due interventi a difesa della vite: uno contro le forme giovanili e l’altro contro le forme adulte dell’insetto.

Per ottemperare al Decreto è necessario monitorare le popolazioni dell’insetto nei vigneti per definire il momento ideale per i trattamenti, in modo da verificare le dinamiche della popolazione dello Scafoideus.

Le azioni di monitoraggio si sono concluse lo scorso 30 ottobre, dopo le verifiche sulla schiusa delle uova svernanti e lo sviluppo delle forme giovanili, i tecnici hanno posizionato le trappole entro la metà di luglio e hanno effettuato, due volte al mese, il cambio delle trappole e la conta degli insetti adulti presenti su ogni trappola.

Il monitoraggio di quest’anno non ha mostrato particolari criticità, ad eccezione di qualche vigneto in cui sono stati catturati insetti adulti in quantità superiore rispetto a quelle degli anni scorsi, ma si tratta di casi isolati, che non incidono sull’andamento generale delle popolazioni di Scafoideus titanus, l’attenzione, tuttavia, è da mantenere sempre elevata perché l’insetto vettore è sempre presente nel territorio ed è potenzialmente pericoloso per i vigneti.

Pubblicato da limontenews

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