I racconti di Marina Salucci – Trepperdue

Nuovo appuntamento con i racconti dell’autrice Marina Salucci, eccovi Trepperdue, una riflessione sulla società attuale dei consumi:

Non devono accorgersi che non sono dei Loro.

Devo stare molto attenta: a ogni gesto, ogni sguardo, ogni percorso. Non so come potrebbero reagire, sono così poco abituati a imbattersi in creature dissimili.

Iniziamo bene, non ho monete da inserire nel carrello. A Loro, sono sicura, non succede mai. Le prime volte, forse, ma ora non si fanno più cogliere alla sprovvista: le accumulano, le accatastano per averle pronte per l’occasione, infilarle nella fessura e brandire il carrello.

Io non ho la Loro tenacia: basta un intasamento nel traffico, oppure la mancanza di parcheggio, la ressa alle casse per farmi desistere. Loro no, sono così determinati! Resistono con equilibri di ferro, poi aspettano il posteggio e lo acciuffano con balzi felini. Alle code alle casse si mettono a chiacchierare, hanno sempre argomenti pronti, hanno conoscenti dietro ad ogni bancone…

Ma questa mattina non sono ancora in molti: oggi è festa e verranno più tardi a celebrare uno dei Loro riti preferiti: l’acquisto…

E’ ancora presto, se mi sbrigo ce la farò.

Mi pare però che quella signora, sì, proprio quella così elegante, mi abbia dato un’occhiata sospetta. Forse è per questa scatola di piselli che ho messo nel carrello? Può darsi, ma è certo che stava guardando proprio me. Devo stare più attenta, uno di Loro non comprerebbe mai una scatola così anonima. La marca ++, oppure la §§§, ma non questi anonimi legumi. Loro hanno delle certezze che io non ho, dei punti fermi che io vado sempre cercando.

Li vedo, con le Loro solidità invidiabili: non leggono le etichette come sto facendo adesso io, per conoscere il peso, le caratteristiche nutritive, eventuali additivi…. A Loro basta la marca, beati, non si arrovellano a confrontare, soppesare, misurare, scegliere. Basta la parola, e via, è già nel carrello.

E’ sempre quella signora che mi guarda, mi ha visto forse mentre leggevo l’etichetta di un prodotto, trovavo alcuni ingredienti che non mi piacevano e così lo riponevo. Sono proprio incauta. E dire che regalavano certe ceramiche… Bastano pochi punti, stanno dicendo due signore dietro di me. Eh, sì, non ho proprio costanza, io, per accumulare con religiosità quei punticini e poi arrivare qui trionfante… Io non ci riesco. E ora Loro lo sanno.

Tutti gli specchi sono lustri e pendenti di festoni. Si avvicina il Natale e le feste vanno santificate. A Loro piace farlo qui dentro. Portano anche i bambini: tutta la famiglia deve condividerne la gioia. Sono molto uniti, Loro.

Certo, ogni tanto litigano, ma lo fanno con quella Loro creanza, aspettano di essere dietro al bancone dei surgelati, oppure protetti dalla mole dei panettoni, qualche smorfia, qualche improperio e poi di nuovo quel sorriso pinzato, pronti per amici e parenti.

Mi sto attardando troppo. Ora si sono svegliati ed arrivano. Presto, devo fare PRESTO.

Giro all’ultima curva accelerando un po’, mi pare di aver comprato tutto e allora prendo la via delle casse.

Ma c’è un imprevisto.

Mi devo fermare. C’è un banco nuovo. Alzo la testa, vedo una signorina con le calze nere retate, il grembiulino bianco a pizzi che stende le labbra in un vistoso rosso sorriso, mi guarda e mi dice: Ecco, abbiamo i rotoli di gnocchi alla romana della ^^^, già pronti da scaldare, tre confezioni al prezzo di due!!! E me li porge trionfante, quei tre salami molli e flaccidi di semola.

Sto per rifiutare, sto per aprire la bocca e dire no grazie, non mi servono, oppure non mi piacciono, magari soltanto un no, un no deciso, sto per avanzare e guadagnare le casse, ma sono accerchiata, accerchiata dai carrelli, alzo lo sguardo allo specchio e vedo la signora, sì , la signora di prima che è dietro di me, mi guarda e confabula con il marito, forse ha notato che ho delle titubanze, che non voglio approfittare di quell’offerta strepitosa, ci sono anche altri che mi stanno guardando ed altri arrivano…Mi pare di non avere scampo….

La signorina mi sorride, non so se è un sorriso od un ghigno, mi si avvicina e dice TREPPERDUE, TREPPERDUE, TREPPERDUE (solo ora ne ho inteso il ritmo invadente, opprimente, devastante). I suoi occhi mi sono addosso, ora anche lei mi è addosso con quei tre salami che sono già miei, li prendo e li metto nel carrello, vado, pago, esco…

Fuori c’è un vento umidiccio che mi sparpaglia i capelli davanti al viso. Continua ad arrivare gente. Mentre carico l’auto vedo la signora *** , la mia vicina, che parcheggia con il marito. Mi si avvicina e mi scruta mentre mi chiede come va… bene, le rispondo io in modo meccanico.

Poi, mentre si informa sulla salute dei parenti, i suoi occhi si imbattono in quei tre salami che stanno, ultimo trofeo, sopra a tutti i miei acquisti.

Cambia espressione, interrompe il suo discorso: Anche lei ha approfittato dell’offerta, eh!

Sì, anche io ho approfittato. Pare esserne contenta, lei. Credo che ciò la tranquillizzi. Crede di avermi giudicato male: pensava ad una strana, una sovversiva, di quelle di cui non c’è da fidarsi, che non si sa mai bene dove vanno a parare, di quelle che possono arrivare…

E invece no. Ora mi guarda come una dei Loro, inserita nella schiera dei TREPPERDUE, pronta a marciare al ritmo, ora sa che potrei anche fare qualcosa che non si conviene, ma, come Loro, lo farei per benino, di nascosto e nelle ore più opportune, senza che la gente sappia, senza clamore.

Ci salutiamo.

Mi passa dietro una giovane coppia. ”Scusa, perché hai comprato quei tre pacchi di robiola, chi la mangia?” chiede lui con aria perplessa, quasi affranta.

Ma erano trepperdue” gli risponde lei, ed a quella magica parola il viso di lui si rasserena.

Poi se ne vanno.

CE NE ANDIAMO.

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Pubblicato da limontenews

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