Intervista a Roberto Costa (Federparchi) sul DDL regionale 210

Abbiamo pubblicato alcuni giorni fa la dichiarazione di Federparchi Liguria in merito al DDL 210 della Regione. In merito ad esso abbiamo intervistato il coordinatore regionale Roberto Costa che ci ha spiegato la posizione dell’associazione.

«Alcuni giornali hanno fatto un calderone tra le associazioni ambientaliste e Federparchi, ma non è propriamente così – fa presente Roberto Costa – Federparchi ascolta i propri iscritti che sono i diversi enti parco regionali e nazionali. Si tratta ovviamente di realtà parallele ma diverse da quelle delle associazioni come CAI, Italia Nostra, ecc..».

Riguardo alla legge della regione Costa ci spiega «abbiamo una posizione “laica” verso questa legge – fa presente il coordinatore di Federparchi – la nostra posizione è ovviamente traversale rispetto alla politica. Sia a livello nazionale che locale prendiamo posizione su quello che ci piace e quello che non ci piace. Nella scorsa legislatura regionale abbiamo contestato l’accorpamento dei parchi regionali ed in questa il piano casae»”.

Il DDL recentemente approvato dalla Regione recepisce alcuni punti importanti su cui Federparchi battagliava da ormai da tre anni «avevamo elaborato una sorta di decalogo, definendo in particolare il “sistema” dei parchi, che riteniamo fondamentale e centrale. Gli enti parco – ci fa presente Roberto Costa – si occupano ognuno del proprio territorio ma agiscono in sinergia, anche perché spesso vi sono aree protette confinanti, per esempio il Beigua e le Capanne di Marcarolo e perciò è fondamentale lavorare in comune su punti quali la rete sentieristica per dirne uno e su progetti di carattere generale».

Tra gli aspetti positivi della legge Roberto Costa sottolinea il principio di prevalenza del finanziamento dei fondi comunitari e dei bandi agli Enti parco, ai cComuni ed alle imprese che lavorano all’interno del territorio «le aree comprese nei parchi spesso sono disagiate e soggette a spopolamento, è necessario sostenere il più possibile le attività economiche locali». Roberto Costa, per voce di Federparchi, guarda positivamente anche alla scelta di valorizzare l’agricoltura e le produzioni tipiche, attraverso appositi marchi dei parchi (il brand “Gustosi per Natura” del Parco del Beigua ha ottenuto molto successo, ndr), che viene messo in regola attraverso un’apposita normativa.

Non solo aspetti positivi però, Roberto Costa ci illustra anche le diverse criticità del DDL 210 «siamo contrari al taglio di alcune centinaia di ettari delle aree protette dei parchi. Le aree protette attuali sono già inferiori rispetto a quanto previsto dai primi Piani dei parchi originariamente. Purtroppo – fa presente Costa – ci sono state diverse pressioni durante il corso degli anni, in particolare dalla “lobby” dei cacciatori di cinghiali. Non stiamo parlando dei cacciatori che vivono sul territorio e che, proprio perché lo conoscono, rispettano e tutelano l’ambiente, ma di squadre di cacciatori provenienti spesso addirittura da fuori regione e addirittura dall’estero che provocano più danni che altro perché si limitano a prelevare prede senza conoscere e rispettare il territorio».

Un’ulteriore controversia sul DDL 210 Federparchi la sottolinea riguardo al Parco del Finalese, rimasto solo sulla carta «all’inizio vi fu una forte opposizione delle amministrazioni locali, il territorio non lo voleva – fa presente Costa – poi, forse prendendo coscienza e vedendo gli effetti positivi di altre zone all’interno dei parchi, l’opinione è cambiata, in particolare da parte degli operatori turistici. Tuttavia la rRegione ha cancellato il parco tramite legge;. Eecco, noi chiediamo che la legge lasci aperta questa opportunità e le decisioni debbano essere lasciate ai territori e non calate dall’alto come invece è avvenuto»

Così come siamo favorevoli – prosegue Costa – al fatto che il Comune di Urbe, che lo ha richiesto democraticamente attraverso i canali istituzionali corretti, venga ammesso a far parte del territorio del Parco del Beigua”

«E – Costa conclude – chiediamo alla Regione di rinunciare alla fissazione per legge dei confini; i Piani dei Parchi, aggiornati ogni 10 anni, sono lo strumento per definire, anche per quanto riguarda i confini, la pianificazione e la programmazione delle aree protette».

Fabio Mazzari

Pubblicato da limontenews

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