A Novi Ligure scende in campo il movimento VOLT

Mancano poco più di tre mesi alle elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo. In una situazione di incertezza e di crisi dei partiti tradizionali stanno uscendo diverse novità.

Tra esse VOLT, un movimento plurinazionale che si presenterà in diversi Paesi europei e che è molto attivo in Italia, con diversi meetup sul territorio, tra cui proprio a Novi Ligure. Abbiamo intervistato Enrico Varrecchione coordinatore novese e candidato alle elezioni europee.

Quando e come nasce VOLT?

L’idea è partita nell’autunno del 2016, appena pochi giorni dopo la Brexit, per iniziativa di tre studenti, un italiano, un tedesco e un francese che si trovavano nel Regno Unito per l’Erasmus. Si era capito che in quel momento l’unica istituzione sovranazionale che stava lavorando per l’integrazione dei popoli era entrata in crisi, da lì l’idea di lavorare ad un progetto unitario.

Da allora il progetto si è ampliato…

In tre anni e mezzo abbiamo creato un movimento che conta attivisti in dodici nazioni europee.

Il vostro obiettivo a breve termine sono le prossime elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo. Come vi state muovendo in merito?

Purtroppo in Italia, a differenza di altre nazioni come la Germania, la raccolta firme è più complicata in quanto occorre raccogliere centocinquanta mila firme su tutto il territorio nazionale ed esse vanno autenticate.

Nello spettro politico sinistra-centro-destra come si colloca il movimento VOLT?

È molto difficile identificarsi, sia perché le ideologie tradizionali attualmente sono in crisi sia perché le nostre idee sono percepite in modo molto diverso da un Paese all’altro. Per esempio in Italia ci collocano tra il centro ed il centrosinistra, in Polonia e Ungheria veniamo descritti di estrema sinistra ed in Svezia di centrodestra.

Il vostro obiettivo è quello solamente delle elezioni europee oppure volete presentarvi anche a livello locale?

No stiamo cercando di radicarci a livello locale. Ci presenteremo infatti alle elezioni amministrative che si terranno in contemporanea. A Novi Ligure per esempio appoggeremo il Sindaco uscente, Rocchino Muliere, che riteniamo abbia lavorato molto bene in questi anni.

Una domanda sorge spontanea: VOLT da quale bacino vuole provare a raccogliere i voti? Dai partiti tradizionali come il Partito Democratico e Forza Italia che attualmente si trovano in crisi?

Bisogna partire da uno step precedente: attualmente il primo partito in Italia è quello degli astenuti. Alle scorse elezioni politiche siamo scesi sotto il settanta per cento di votanti. Tra questi sono convinto che molti abbiamo votato turandosi il naso. Ecco noi vogliamo cercare di interrompere questa tendenza.

Riguardo alla crisi dei partiti della Seconda Repubblica quali sono secondo lei le cause che l’hanno creata?

Partiti storici come Partito Democratico e Forza Italia ma anche formazioni più piccole come i Radicali sono in crisi di consenso e identità perché sono realtà che hanno una visione limitata al breve termine e soprattutto ragionano con un’ottica geopolitica limitata. Pensano, anche in Europa, troppo alle questioni nazionali e non riescono a cooperare con gli omologhi degli altri Paesi che fanno parte del PSE, PPE, ALDE, ecc… Poi ovviamente c’è anche una questione di scarso ricambio generazionale.

Ecco proprio riguardo a questo tema VOLT sembra un movimento molto giovane…

Assolutamente si. La questione generazionale non è il nostro mantra, ma attualmente gli under-40 vengono quasi ignorati dalla politica italiana ed europea. Le decisioni importanti vengono prese da persone che sono vissute in un contesto sociale, economico e politico completamente diverso.

Potrebbe anticiparci alcuni punti del programma di VOLT?

Innanzi tutto vogliamo prendere gli spunti interessanti che arrivano da ogni Paese, penso ad esempio alla digitalizzazione della pubblica amministrazione avvenuto in Estonia, al sistema scolastico della Finlandia oppure al metodo di lotta all’evasione fiscale di successo portato avanti dal Portogallo.

Il nostro programma non è ovviamente focalizzato solo sull’economia ma anche sul sociale, vogliamo che nelle scuole ad esempio si insegnino maggiormente le materie che preparano ai lavori del futuro.

Infine riguardo all’immigrazione crediamo che qui si sia vista la mancanza dell’Europa. Con una politica davvero comune non sarebbero nati casi come quello delle quote rifiutate da diversi Paesi, dei porti chiusi e delle frontiere con muri e recinzioni. Logicamente non siamo per un’immigrazione incontrollata, ma per canali sicuri tramite gli hotspot. È indispensabile che l’Europa guardi all’Africa e al Medio Oriente non come ex colonie da continuare a sfruttare ma come partner con cui intraprendere occasioni di sviluppo, stiamo lasciando questo alla Cina che ha standard di democrazia e tutela del lavoro di gran lunga inferiori ai nostri.

Fondazione Volt Italia-kBzB--835x437@IlSole24Ore-Web

Pubblicato da limontenews

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